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Autunno: tempo di prevenzione da malattie fungine e insetti

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In autunno le piante sono a riposo: anche dal punto di vista fitosanitario giardino, orto e frutteto non sembrano presentare particolari problemi. Non destano quindi preoccupazioni e in generale non si ritiene che si debba intervenire.

E’ proprio questo il periodo in cui pensare ad azioni di prevenzione che, pur semplici e rapide da applicare e realizzare, permetteranno di ridurre i problemi nella successiva stagione vegetativa. 

Dollar spot su prato – Foto: Daniela Beretta

Le malattie fungine che hanno causato problemi durante la primavera e l’estate non sono scomparse, ma attendono, in forma di spore di sopravvivenza, o di forme dormienti, le temperature utili al loro sviluppo e i nuovi germogli e giovani foglie su cui attivare il proprio ciclo biologico e provocare danni alla vegetazione. Lo stesso per gli insetti: la maggior parte si trova allo stadio di uovo, larva o crisalide: forme non attive dal punto di vista del rischio fitopatologico, ma comunque vive o latenti, presenti in uno stadio in cui è possibile ridurne la vitalità e quindi ridurre i problemi di coltivazione o di gestione delle aree verdi, private o pubbliche, nella successiva stagione primaverile.

Dove si mantengono durante l’autunno e l’inverno le forme di sopravvivenza delle malattie fungine e degli insetti e altri nemici delle piante? Spesso il luogo di riparo e di sopravvivenza è sotto la corteccia, nel terreno, sui residui della vegetazione dopo la raccolta nell’orto, sulle foglie caduta a terra nel verde privato e cittadino. 

Ciborinia camelliae – Foto: Daniela Beretta

La conoscenza del ciclo biologico di un fungo, insetto, acaro o altra problematica, serve proprio a permetterci di agire nel momento più opportuno sulle fasi in cui il patogeno è più sensibile e con il giusto prodotto chimico o biologico, con azione meccanica, fisica adeguati. E’ importante per poter intervenire nel momento di maggiore sensibilità e con i prodotti efficaci per quello stadio.  E’ inutile, infatti, trattare con organismi utili o con prodotti chimici che hanno azione sulle larve di un insetto nel periodo in cui l’insetto è allo stadio adulto, e viceversa. E’ altrettanto inutile, sprecato, trattare in pieno inverno con insetti, funghi o acari utili che si sviluppano in condizioni di temperatura incompatibili con la stagione invernale.

Quali sono, quindi, le azioni di prevenzione che possiamo applicare per ridurre le problematiche fitopatologiche future? 

Frutteto e orto

Nel corso della stagione di riposo le lavorazioni del terreno permettono di riportare in superficie le forme di sopravvivenza di insetti e funghi, con le temperature invernali che possono causarne la riduzione di vitalità. La programmazione di opportune rotazioni colturali, alternando la presenza sullo stesso terreno di specie diverse, quindi con differenti sensibilità ad alcune malattie fungine o insetti, permetterà di interromperne il ciclo e di ridurre l’incidenza futura di patologie e parassiti. Altre semplici operazioni di prevenzione: eliminazione dei residui colturali e dei frutti infetti, la potatura dei rami con sintomi, deformati, mal inseriti, sia a scopo di risanamento che di diradamento della chioma, per favorire un maggiore arieggiamento e quindi un ambiente sfavorevole alle malattie fungine. 

Poi, ancora, come tradizionalmente conosciuto, trattamenti alla caduta delle foglie con prodotti a base di Sali di rame: ossido, idrossido, solfato, poltiglia bordolese, nei casi di infezioni da ticchiolatura, bolla del pesco, corineo, nectria, alternariosi, antracnosi su frutticole e ortaggi, cancri e disseccamenti rameali, prevenzione da batteriosi sulle drupacee e pomacee, o di bicarbonato di potassio efficace ancora per ticchiolatura, botrite, oidio, quest’ultimo non raro da ritrovare ancora attivo in questa stagione. 

Oidio su rosa – Foto: Daniela Beretta

Giardino e prato

Problematiche legate a funghi vascolari e funghi patogeni del terreno: Verticillium, Fusarium, Sclerotinia spp. (e Ciborinia camelliae),  Rhizoctonia, Phytophtora, Pythium possono essere prevenute e in parte contenute utilizzando prodotti contenenti come principio attivo il fungo antagonista Trichoderma, la cui azione è quella di contrastare lo sviluppo dei patogeni per competizione per spazio e nutrimento, presenta inoltre un’azione di stimolo dello sviluppo vegetativo e radicale delle colture.

Per altre malattie fungine, patogeni sulla chioma e fogliari un trattamento a base di rame: ossido, idrossido, solfato di rame, fosfonato di potassio poltiglia bordolese permettono di ridurre le infezioni primaverili causate da fitoftora. 

Sintomi da mine fogliari su ippocastano – Foto: Daniela Beretta

Insetti 

Popillia japonica, oziorrinco: coleotteri dannosi alle coltivazioni e al prato: si trovano nella fase di larva, è quindi utile agire con le soluzioni che abbiamo a disposizione per combattere questo stadio di sviluppo. 

Tra le soluzioni biologiche più efficaci l’utilizzo di nematodi cosiddetti “entomopatogeni”(ad esempioHeterorhabditis bacteriophora) che provocano infezioni alle larve dei coleotteri causandone la morte. 

Adulti di popilia japonica su gladiolo – Foto: Daniela Beretta

Anche in questo caso la distruzione delle forme giovanili permetterà di ridurre drasticamente la popolazione di adulti che andranno a nutrirsi di chioma e foglie delle nostre piante. 

Ricordiamoci che la difesa biologica, come già accennato, utilizza organismi vivi, sensibili a determinante condizioni ambientali e termiche. Si consiglia di utilizzarli prima dell’abbassamento delle temperature al di sotto dei 6-8°C.Un’altra indicazione molto importante è quella di agire anche quando la pressione patologica non è stata elevata. Infatti, anche se non abbiamo avuto un attacco intenso di patologie fungine o insetti, sia trattamenti preventivi, sia la diffusione di nemici naturali, permettono di ristabilire un equilibrio nel nostro piccolo ecosistema e di ridurre la popolazione futura di organismi patogeni.

Cameraria ohridella, o minatrice fogliare dell’ippocastano: anche in questo caso la raccolta e distruzione delle foglie cadute a terra permetterà di eliminare le crisalidi che sopravvivono all’interno delle foglie colpite. La semplice raccolta delle foglie, come metodo di prevenzione, permette di ridurre drasticamente la popolazione di adulti che in primavera avrebbero causato i noti danni andando a deporre le uova nei tessuti fogliari, dando inizio ad un nuovo ciclo biologico e alle future 3-4 generazioni.

Adulto di Cameraria ohridella su corteccia di ippocastano – foto: Daniela Beretta

Afide lanigero su piante da frutto (Eriosoma lanigerum): sverna al colletto o nelle ferite e screpolature della corteccia. L’eliminazione di polloni o ricacci al piede permette di ridurre notevolmente la popolazione di queste forme svernanti.   

Danni da oziorrinco su rosa – Foto: Daniela Beretta

Possiamo quindi concludere che la conoscenza del ciclo delle avversità che colpiscono le nostre coltivazioni e giardini, è importante perché c i permette di intervenire al momento più opportuno con il prodotto efficace per quello stadio, e anche l’autunno è un periodo utile in cui agire per limitare i danni causati da future patologie e insetti.