Al momento stai visualizzando Giardino botanico di Cluj: un viaggio intorno al mondo, senza lasciare la Romania.

Giardino botanico di Cluj: un viaggio intorno al mondo, senza lasciare la Romania.

  • Autore dell'articolo:
  • Tempo di lettura:7 minuti di lettura

A volte, per scoprire un luogo che ci colpisca, pensiamo di dover andare lontano. Crediamo che la vera bellezza risieda in giardini esotici, in città straniere, in luoghi che vediamo in foto sui social media e che ci promettiamo di visitare un giorno. Eppure, in Romania esistono luoghi dove è possibile attraversare continenti, epoche e mondi botanici in poche ore. Uno di questi si trova proprio nel cuore di Cluj.

Il giardino botanico "Alexandru Borza" non è un luogo dove le piante raccontano storie.

Storie sul tempo, sulla pazienza, sulla scienza, sulla bellezza e, forse soprattutto, su come l'uomo ha cercato di comprendere e preservare il mondo vegetale.

Un giardino con oltre un secolo di storia

La storia della botanica a Cluj inizia molto prima che il giardino che conosciamo oggi prendesse forma. Il primo giardino botanico della città era attivo fin dai primi anni del XIX secolo, vicino al Collegio Riformato. Ospitava collezioni di piante sia all'aperto che in serra ed era sostenuto dal botanico dilettante Wolfgang Cserey, che già allora sognava di fondare un giardino botanico nazionale a Cluj.

In seguito, lo sviluppo dell'istruzione universitaria gettò le basi per una vera e propria istituzione accademica. La fondazione della Società Museale della Transilvania nel 1859 e dell'Università Franz Joseph di Cluj nel 1872 portò alla nascita di un orto botanico accademico, organizzato dal professor August Kanitz su un terreno donato dal conte Mikó.

Agli inizi del XX secolo, iniziò a prendere forma l'idea di un giardino più grande. Il professor Aladár Richter acquistò un appezzamento di terreno di circa 9 ettari nella parte meridionale della città, nell'area in cui si trova oggi il giardino. Tuttavia, la Prima guerra mondiale rallentò lo sviluppo del progetto.

Il momento decisivo arrivò dopo il 1919, quando al professor Alexandru Borza fu affidato il compito di finalizzare l'organizzazione del nuovo Orto Botanico dell'Università di Cluj. Borza ampliò l'area fino a 14 ettari e concepì il giardino secondo i principi moderni dell'epoca, coniugando scienza, ecologia, didattica e cura del paesaggio. Non era concepito solo come un luogo dove raccogliere e studiare le piante, ma come uno spazio in cui le persone potessero imparare a osservarle e a comprenderle.

Il 25 giugno 1925, il giardino viene ufficialmente aperto al pubblico.

Oggi, a più di un secolo dalla sua fondazione, continua a svolgere gli stessi tre ruoli principali: ricerca, istruzione e conservazione del mondo vegetale, rimanendo al contempo uno dei luoghi più amati di Cluj.

Un piccolo "giro del mondo" a Cluj

Forse una delle cose più belle dell'Orto Botanico è la sensazione che, una volta varcati i suoi cancelli, la città si lasci alle spalle. Lungo i viali, il mondo sembra espandersi. Un settore conduce alla flora di una specifica regione geografica, un altro permette di approfondire le famiglie botaniche e le relazioni tra le piante, e le serre aprono una finestra sulle regioni calde del mondo. Il giardino è organizzato in diversi settori – ornamentale, fitogeografico, sistematico, economico e il complesso delle serre – che insieme ospitano circa 10.000 categorie di piante.

Per gli amanti delle piante ornamentali, il settore dedicato a queste specie è forse uno dei luoghi più spettacolari. Le collezioni cambiano con le stagioni e i colori del giardino non sono mai esattamente gli stessi.

Rose, tulipani, narcisi, giacinti, dalie, canne, gladioli, gigli: ogni stagione ha il suo spettacolo. La collezione di rose comprende circa 250 specie e la successione dei fiori trasforma il giardino di mese in mese.

E poi c'è il giardino giapponese.

Uno spazio in cui il ritmo rallenta quasi istintivamente. Con il suo laghetto, la casa da tè e la composizione ispirata allo stile tradizionale giapponese, è uno di quei luoghi in cui non si sente il bisogno di fare altro che guardare. Forse questa è una delle grandi qualità di un giardino ben concepito: non ti chiede di avere fretta.

Il luogo dove le piante non sono solo un elemento decorativo

Per un amante delle piante, un giardino botanico può essere un'esperienza travolgente, nel senso più bello del termine. Non si guarda più una pianta solo perché è bella. Si inizia a notare la forma di una foglia, la sua consistenza, il modo in cui una particolare specie si è adattata al suo ambiente, le differenze tra due piante che, a prima vista, sembrano simili. Si inizia a capire che ogni pianta ha il suo ritmo e le sue esigenze.

Un giardino botanico è, in un certo senso, una biblioteca vivente. Solo che al posto degli scaffali ci sono corridoi, al posto delle pagine ci sono foglie e al posto delle storie ci sono specie provenienti da mondi diversi.

A Cluj, questa biblioteca vivente riveste anche un'importante dimensione scientifica. Il giardino è stato ed è tuttora un centro di ricerca e didattica botanica, e il Museo Botanico e l'erbario custodiscono una parte essenziale della memoria e della conoscenza del mondo vegetale.

Un luogo da cui si ritorna diversi

Forse è questa la vera magia di un giardino botanico. Non te ne vai solo con delle foto. Te ne vai con una prospettiva diversa. Magari osservi più da vicino la tua pianta d'appartamento. Magari ti chiedi a quale specie appartiene quell'arbusto che vedi ogni giorno. Magari inizi a vedere un fiore non solo come una macchia di colore, ma come il risultato di una storia incredibilmente lunga della natura.

E forse ti ricorderai qualcosa di semplice:

Le piante non sono solo quelle che abbiamo in vaso, nei giardini o nei parchi. Fanno parte del mondo in cui viviamo.

E più impariamo a conoscerli, più iniziamo a vedere.

Ecco perché una visita al Giardino Botanico "Alexandru Borza" può essere, per un appassionato di piante, molto più di una semplice passeggiata.

Può essere una piccola via di fuga.

Una lezione di botanica.

Una fonte di ispirazione.

Un momento di silenzio.

Oppure semplicemente un pomeriggio in cui ti ricordi quanto può essere bello il mondo quando scegli di guardarlo con attenzione.

E se amiamo le piante, forse questo è uno dei posti più belli dove possiamo iniziare a guardarle con occhi diversi.

Senza lasciare la Romania.