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Peronospora belbahrii

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Nonostante il periodo siccitoso di questa lunga estate, le malattie fungine non si scoraggiano nel presentarsi in campo e nell’orto che, naturalmente, è uno degli ambienti più curati e quindi viene irrigato e concimato regolarmente. 

È questa la stagione in cui più probabilmente si può presentare la malattia fungina nota come Peronospora belbahrii, che attacca tipicamente il basilico, ma si può ritrovare molto frequentemente anche su altre “erbe fresche”, come ad esempio la salvia (vedi foto). 

I sintomi iniziali possono essere facilmente confusi con problemi fisiologici, squilibri nutrizionali e fisiopatie. Nel tempo, però, il quadro appare molto chiaro e le piccole iniziali macchie di colore bruno, poco diffuse, e prevalentemente posizionate tra le nervature, si trasformano in macchie più ampie  e scure, che successivamente si ricoprono di muffa: stadio questo che rappresenta la cosiddetta “evasione” del fungo: è il modo che i funghi utilizzano per diffondersi ad altre foglie e alle piante vicine. 

 La conoscenza del ciclo della malattia non è solo una curiosità scientifica, ma è importante perché ci permette di sapere, in corrispondenza della stagione, dello stadio di sviluppo della pianta e dell’evoluzione dei sintomi, quando agire, e se agire in prevenzione o con azioni di cura. 

I fattori ambientali predisponenti sono altrettanto importanti nel guidarci per l’esatto riconoscimento, così come la conoscenza delle modalità di azione dei principi attivi che si possono utilizzare, anch’essi possono avere infatti azioni preventive o curative: agire, cioè quando ancora non è presente la malattia, né alcun sintomo visibile, ma sappiamo che le condizioni ambientali sono predisponenti e quindi potrebbe svilupparsi, oppure siamo già in presenza della malattia e occorre bloccarne la diffusione.

Il fungo peronospora belbahrii è un oomicete; può essere trasmesso dal seme infetto, o, nel caso di piante in coltivazione, si può diffondere tramite le spore, trasportate dal vento, dall’acqua, dagli operatori o dagli attrezzi di lavorazione. Favorito da prolungate bagnature delle foglie ed elevata umidità ambientale, in presenza di temperature miti, provoca prima ingiallimenti fogliari internervali sulla pagina superiore della foglia, a cui segue la comparsa di muffa grigio-violacea, sulla pagina inferiore. Se non curata si ha la caduta delle foglie infette, e da qui si diffonde un nuovo ciclo della malattia, a causa della diffusione delle spore dalle foglie cadute a terra. 

Le azioni di prevenzione sono molto importanti da adottare in coltivazione, tra queste si raccomandano: ampie rotazioni colturali, utilizzo di sementi conciate, di varietà tolleranti, distanze di coltivazione che permettano un sufficiente arieggiamento della coltivazione, limitazione della bagnatura diretta delle foglie, soprattutto riferita alle ore serali.