Augusto F1 Kohaku
Melone
Melone, Melon, Melun, Milù
Classificazione Scientifica
Classe
Dicotiledoni
Divisione
Angiospermae
Famiglia
Cucurbitaceae
Ordine
Cucurbitales
Genere
Cucumis
Specie
melo
Informazioni principali
Descrizione
Erbacea orticola a ciclo annuale, con portamento strisciante ed abbondante ramificazione; apprezzata in ambito agroalimentare e coltivata in pieno campo per i suoi caratteristici frutti, globosi o allungati, dal sapore dolce e fresco. Rustica, richiede un'esposizione in pieno sole in terreni ben drenanti e ben dotati di sostanza organica nonché irrigazioni e concimazioni adeguate per garantire un'ottima fioritura estiva seguita da un'abbondante produzione.
Descrizione varietale
È una Varietà con pianta dal medio vigore vegetativo che si caratterizza per una ottima allegagione. Il frutto, leggermente ovale a buccia liscia color crema con lievi screziature verdi si presenta in modo originale. La pezzatura si aggira all'interno di un intervallo di 1,4-1,8 kg ma con alcune eccezioni. La polpa presenta un colore bianco piutosto interessante. Il gusto è eccellente e molto particolare ed è supportato da un grado zuccherino, ( brix ), superiore a 15°. Ottima shelf-life del prodotto nella fase del post-raccolta. Dato il contenuto sviluppo vegetativo è consigliato innestare la pianta su un portinnesto più vigoroso tipo assisto f1. Nel caso fosse coltivato senza innesto è consigliato lasciare al massimo 6 frutti per pianta
Origine e Storia
Curiosità e Particolarità
La polpa del melone a basso contenuto calorico è apprezzata, oltre che per l'elevato tenore idrico, anche per la presenza di minerali, vitamina A, B, C ed antiossidanti come il betacarotene; trova ampio utilizzo in ambito culinario sia consumato nella classica fetta, anche in abbinamento a salumi e formaggi maturi, che per insalate, yogurt, frullati e gelati dal gusto fresco e delicato.
Origine e Diffusione
Specie originaria dell'Africa orientale o, secondo altri studi, dell'Asia; giunse nel Mediterraneo lungo le rotte commerciali in epoca romana. Oggi, con le sue numerose cultivar, risulta coltivata in quelle aree geografiche a clima temperato caldo mentre i frutti sono consumati in tutto il mondo.
Caratteristiche principali
Grandezza del fiore
Il fiore risulta medio nelle dimensioni finali se comparato a quello di altre varietà.
Foglia
Le foglie presentano lamina palminervia, lobata.
Frutto/Prodotto
Il frutto è una peponide di forma tonda con peso compreso tra 1400 e 1800 g, lunghezza da 17 a 21 cm, larghezza da 13 a 16 cm e diametro da 13 a 17 cm, caratterizzato da consistenza soda. Presenta una colorazione bicolore e buccia liscia non edibile. La maturazione avviene da inizio estate a fine estate. Al gusto risulta fresco e delicato, con sapore appetitoso, aromatico, dolce e intenso, accompagnato da un aroma fruttato e risulta profumato. Il contenuto zuccherino raggiunge 15 °Brix e non presenta piccantezza (0-100 SHU). Si tratta di una varietà caratterizzata da buone caratteristiche organolettiche, con buona durata e complessivamente di buona qualità.
Periodo di fioritura
Fiorisce da fine primavera a fine estate per una durata compresa da 30 a 60 giorni.
Colore della foglia
Tonalità unicolor.
Altezza della pianta
L'altezza della pianta varia da 1.5 a 3 m in relazione al portamento sviluppato.
Durata di vita
Pianta a ciclo annuale.
Utilizzo
Comunemente coltivata in aiuole, pieno campo.
Fusto/stelo
Gli steli sono di tipo erbaceo, la varietà non presenta spine.
Fiore
Il fiore ha forma semplice, di media dimensione, con corolla gamopetala e petali monocolore. Fiorisce da fine primavera a fine estate, con un periodo di fioritura compreso tra 30 e 60 giorni. È attrattivo per api e bombi.
Crescita
Varietà a crescita rigogliosa e indeterminata.
Portamento
La varietà presenta il caratteristico portamento strisciante.
Ramificazione / Accestimento
La ramificazione risulta abbondante.
Condizioni richieste
PH
Gradisce un terreno con pH variabile da leggermente acido a neutro, compreso tra 6,0 e 7,5.
Preparazione terreno
Prima del trapianto primaverile-estivo in pieno campo/aiuola eseguire una vangatura profonda 20/30 cm rimuovendo eventuali malerbe, pietre ingombranti e residui di colture precedenti, proseguire con l'interramento di concime organico o chimico, che apporterà le sostanze nutritive necessarie nelle prime fasi di sviluppo della pianta, quindi mediante l'ausilio di una zappa rompere le zolle più compatte e grossolane per favorire la distribuzione del concime. Per migliorare il drenaggio dell'acqua in eccesso, prevenendo in tal modo nocivi ristagni idrici, procedere realizzando un'aiuola rialzata mediante baulatura, infine livellare con cura la superficie predisponendo le postarelle secondo un'idonea densità d'impianto.
Durante la coltivazione muovere i primi 2/3 cm di suolo mediante zappatura per eliminare le infestanti adiacenti la coltura nonché per rompere l'eventuale crosta superficiale.
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Esporre la pianta in pieno sole per ottenere il migliore risultato produttivo finale considerando un opportuno apporto idrico.
Clima e temperatura ideale
La temperatura ideale è compresa tra 18 e 30 °C; necessita di temperature mediamente alte per esprimere un'ottima fioritura ed un'abbondante produzione finale.
Uso
Tipicamente coltivata per i suoi frutti, sia a livello privato che nella coltivazione industriale, come pianta in ambito
Agroalimentare
Rusticità
Varietà dalla rusticità medio alta; esponendola in pieno sole in terreni esenti da ristagni idrici e garantendo concimazioni ed irrigazioni regolari si otterranno ottimi risultati produttivi.
Terreno
Per il melone il terreno ideale risulta di medio impasto, ossia caratterizzato da un corretta proporzione tra le differenti classi tessiturali, nonché drenante, profondo, strutturato e ben dotato di sostanza organica.
Livello difficoltà
La coltivazione del melone risulta discretamente facile, il livello gestionale richiesto per ottenere un'idonea crescita vegetativa ed un ottimo livello produttivo è nel complesso medio.
Misure precauzionali
Di seguito alcuni accorgimenti colturali per ottenere le migliori performance di sviluppo e fruttificazione:
Concimazione equilibrata Evitare di irrigare troppo Mettere all'esterno quando non c'è più il rischio di gelate Durata del giorno di almeno 10 ore di luce Mantenere il substrato asciutto con basse temperature Esposizione alla luce diretta Corrette potature
Consociazione
Per il caratteristico portamento strisciante la pianta necessita di spazio per poter svilupparsi, porre attenzione ad eventuali consociazioni con altre specie.
Cure e Avversità
Piantagione
Nella coltivazione del melone risulta di primaria importanza un corretto sesto d'impianto per permettere un'idonea crescita vegetativa seguita da un abbondante livello produttivo, a tal fine si consiglia una densità media di 1 piante al metro quadrato in considerazione anche del portamento strisciante. Suggeriamo di utilizzare piantine giovani, con radici chiare e non necrotizzate, posizionandole su aiuola rialzata di 15/20 cm con il colletto fuori dalla superficie del terreno, assicurandosi che le zollette siano ben umide e bagnando subito dopo l'impianto, preferibilmente durante le ore mattutine.
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Dopo il trapianto, per ottenere una pezzatura dei frutti più contenuta ed un maggiore numero degli stessi, si può cimare la piantina al di sopra della terza foglia favorendo l'emissione dei getti laterali. Durante la fase di accrescimento, nel caso di scarso sviluppo della pianta al momento dell'emissione dei primi fiori femminili, si consiglia di togliere i primi frutti per ottenere una migliore crescita vegetativa. Per la raccolta del frutto maturo eseguire un taglio con lame pulite accertandosi a priori che il colore di sottofondo viri al giallo intervenendo quando il peduncolo si distacca ma non prima della formazione di una screpolatura alla base.
Riproduzione
La riproduzione avviene mediante semina primaverile in contenitore.
Rinvaso
Non necessita di rinvaso.
Irrigazione
Il melone è una specie che richiede, in particolare nel periodo estivo, un'irrigazione costante per poter sviluppare sia la parte vegetativa che produttiva in modo ottimale. Utilizzare acqua piovana, in alternativa di acquedotto o canale con pH ottimale neutro, intervenendo manualmente o mediante impianto irriguo a pioggia, ad ala gocciolante o per subirrigazione. In fase di trapianto assistere la piantina per garantirle un'idonea radicazione nel nuovo sito mantenendo quest'ultimo ad un'umidità costante ma senza eccedere nelle frequenze e negli apporti idrici per evitare possibili marciumi radicali. Successivamente fare asciugare leggermente il terreno tra una bagnatura e la successiva tenendolo sempre leggermente umido ma esente da ristagni, inoltre si consiglia di non bagnare la parte aerea della pianta durante il pomeriggio/sera ed irrigare in seguito alla raccolta dei frutti. In linea generale applicare una quantità di acqua sufficiente a prevenire l'appassimento fogliare e, nel periodo precedente la raccolta, evitare sia eccessivi dosaggi, per permettere alla pianta di conferire più zuccheri al frutto, sia stress idrici con possibili successive crepature.
In caso di semina, inumidire il seme interrandolo poi completamente e coprendolo con uno strato di terriccio per orticole e materiale inerte, infine mantenere bagnato il terreno fino all'emersione del germoglio.
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In fase di preparazione pre-trapianto interrare un fertilizzante organo-minerale a lenta cessione per una concimazione di fondo utile ad assicurare le sostanze nutritive di cui la piantina necessita nelle prime fasi di crescita. Dopo il trapianto è importante apportare, mediante fertirrigazione, un concime specifico per orticole a maggior titolo in fosforo per favorire la formazione di un adeguato apparato radicale.
In seguito, durante i periodi di massima necessità in pieno campo ossia quelli primaverili ed estivi, apportare al terreno un concime idrosolubile specifico per orticole ad elevato titolo di Azoto secondo dosaggi e frequenze idonee come riportato nell'etichetta del relativo prodotto utilizzato.
Approfondisci sul blog di JoyfloCommestibilità e Tossicità
Pet friendly
Tossicità per animali domestici non nota; considerare comunque il caso specifico e consultarsi con il proprio veterinario di fiducia prima di eventuali somministrazioni.
Edibilità per l'uomo
Frutto con polpa edibile.
Tossicità per uomo
Il frutto, se maturo e ben conservato, non è tossico, tuttavia considerare il caso specifico per eventuali intolleranze o allergie. Evitare di ingerire la buccia.
Consigli dell'esperto
Consiglio
Per il melone è fondamentale ottenere un buon sviluppo vegetativo prima dell'allegagione dei primi fiori femminili. Qualora non fosse possibile, a causa di trapianto di piante troppo vecchie, andamento climatico avverso, ad esempio freddo ed umido, bisogna asportare i frutticini fino a quando si avrà raggiunto un adeguato recupero vegetativo. Si deve trapiantare piantine molto giovani con massimo 4-5 foglie vere. Al momento del trapianto le radici devono avere avvolto completamente il pane di terra ed apparire chiare, bianche e non necrotizzate. Il trapianto va eseguito su aiuola baulata e rialzata di almeno 15-20 cm. La zolletta va lasciata fuori dal terreno per almeno 3-5 mm. Qualora si utilizzi ala gocciolante o manichetta forata questa va tenuta a debita distanza ( 10-15 cm), dal colletto delle piante per evitare malattie. Attenzione alla gestione idrica nel periodo di pre maturazione: deve avvenire senza stress per evitare crepature e diluizione eccessiva degli zuccheri.
Scheda curata da Giancarlo Babbo.




