Clivia

Clivia miniata

Clivia

Conosciuta anche come

Bush Lily, Natal Lily

Clivia, foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Monocotyledoneae

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Amaryllidaceae

Ordine

Asparagales

Genere

Clivia

Specie

miniata

Informazioni principali

Descrizione

Pianta perenne sempreverde rizomatosa, adatta sia per ambienti interni che esterni in relazione alle condizioni climatiche presenti.

All'esterno deve essere posizionata all'ombra e la sua velocità di crescita è proporzionata alla temperatura. Le piante adulte in estate vanno coltivate in un ambiente fresco e ombreggiato, preferibilmente con luce diffusa, per poter sviluppare velocemente molte nuove foglie. Gli eccessi termici rallentano la crescita e causano l'allungamento delle foglie e l'indebolimento della chioma. Con l'arrivo dell'autunno, riparare la pianta quando le temperature minime si avvicinano ai 7/10°. La vernalizzazione è necessaria per avere abbondanti fioriture l'anno successivo. Se presenta foglie gialle, potrebbe significare che riceve troppa luce solare diretta.

La Clelia ha un ciclo di produzione molto lungo, di oltre due anni dalla semina. Per fiorire ha bisogno di un periodo di vernalizzazione al di sotto dei 10°C per 1000 ore, dopodiché la forzatura è abbastanza breve. Recentemente la coltivazione avviene in serre "povere" a basso contenuto tecnologico, cercando di limitare al massimo i costi energetici.

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

Il genere botanico Clivia fu dedicato nel 1828 dal segretario della Royal Horticultural Society, John Lindley, in onore a Lady Charlotte Florentia Clive, Duchessa di Northumberland, che per prima riuscì a far fiorire gli esemplari introdotti in Inghilterra nel 1823 da James Bowie esploratore e giardiniere dei Royal Botanic Gardens di Kew.
L'epiteto specifico miniata invece deriva da minio in riferimento alla tonalità dei fiori (rosso carminio).

Origine e Diffusione

Specie nativa dell'Africa meridionale dove cresce come epifita nel bioma subtropicale, fu scoperta ad inizio '800 ed introdotta in Inghilterra nel 1823.

Caratteristiche principali

Foglia

Le foglie, sempreverdi e leggermente arcuate, presentano lamina lineare o nastriforme con margine liscio.

Colore della foglia

tinta unita, verde scuro lucido.

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 0.4 a 0.8 m.

Durata di vita

Pianta poliennale sempreverde.

Utilizzo

Per le dimensioni raggiunte e le esigenze climatiche, risulta adatta come pianta da vasi.

Fusto/stelo

Sviluppa un fusto erbaceo; la pianta non presenta spine.

Fiore

Il fiore ha forma semplice, di grandi dimensioni, con corolla imbutiforme e petali a tinta unita con occhio. Si dispone in infiorescenze a ombrella di grandi dimensioni. Fiorisce da fine inverno a fine estate, con un periodo di fioritura compreso tra 180 e 200 giorni.

Crescita

Pianta dalla crescita medio-vigorosa.

Portamento

L'habitus eretto viene rafforzato visivamente dagli steli recanti alla sommità le infiorescenze ad ombrella.

Ramificazione / Accestimento

Sviluppa una media ramificazione.

Condizioni richieste

pH

Richiede un terriccio con pH sub-acido, con valori ottimali compresi tra 6,0 e 6,5.

Esposizione

Richiede un'esposizione in mezz'ombra, ombra, ombra luminosa.

Evitare la luce solare diretta.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 18 e 22 °C. La temperatura vitale è compresa tra 0.0 e 38 °C.

Uso

Per l'unicità delle sue infiorescenze e la lucentezza del fogliame, risulta ampiamente apprezzata in
Ambito ornamentale

Rusticità

Garantendo le corrette condizioni colturali di crescita e sviluppo, è una pianta dall'elevata rusticità.

Terreno

Utilizzare un terriccio per piante verdi da vaso, contenente torba e perlite.

Livello difficoltà

Nelle corrette condizioni ambientali è estremamente facile da coltivare.

Misure precauzionali

Alcune specifiche indicazioni colturali:
Mantenere il substrato asciutto con basse temperature Mettere all'esterno quando non c'è più il rischio di gelate

Cure e Avversità

Riproduzione

Prevalentemente mediante divisione dei ceppi e separazione dei ricacci.

Rinvaso

Non rinvasarla troppo presto in un vaso più grande perché fiorisce meglio quando le radici occupano tutto lo spazio disponibile.

Irrigazione

Durante il periodo più caldo ed asciutto le bagnature devono essere regolari apportando acqua a bassa salinità direttamente al substrato lasciandolo asciugare leggermente, è possibile anche intervenire con leggere irrigazioni per aspersione ma solo se l'acqua non è calcarea per evitare la formazione di antiestetici residui sul fogliame.

Nel corso della stagione fredda ridurre o sospendere le bagnature.

Prevenire i ristagni idrici.

Fertilizzazione

Durante il periodo vegetativo primaverile-estivo apportare al terriccio un concime bilanciato per piante fiorite, da diluire nell'acqua di irrigazione senza eccedere in dose e frequenza.

Non concimare su terriccio asciutto.

Commestibilità e Tossicità

Pet friendly

Tossica

Edibilità per l'uomo

Non edibile

Tossicità per uomo

Tossica

Consigli dell'esperto

Consiglio 1

È una pianta che può vivere un decennio e a volte anche più, diventando col tempo sempre più grossa e dalla fioritura spettacolare. Non spostatela troppo presto in un vaso più grande, perché fiorisce meglio quando le radici occupano tutto lo spazio disponibile. Inoltre, non spostate il vaso una volta che inizia a formare il gambo floreale, perché i boccioli facilmente cadono. Si può propagare per divisione, dei ceppi o separazione dei ricacci, da fare dopo la fioritura. Si effettua quando il pollone ha almeno 4 -5 foglie con alcune radici alla base. Per questo motivo, una volta acquistata una Clivia, questa o i suoi "discendenti" vi terranno compagnia per sempre con il minimo delle attenzioni. Negli ambienti mediterranei con gli inverni più caldi, le clivie possono essere piantate a terra per decorare angoli del giardino o viali, purché siano all'ombra; sopportano infatti qualche breve gelata (-1°C).è tossica. La Clivia contiene la licorina, che può essere tossica per persone e animali. L’ingestione può causare disturbi come vomito, diarrea e salivazione eccessiva. È quindi consigliabile collocarla in un luogo sicuro.

Scheda curata da Maurizio Arbusti.