Acero Davidii

Acer davidii

Acero di Padre David, Acero corteccia di serpente

Conosciuta anche come

Acer sikkimense subsp. davidii, Snakebark Maple

Acero Davidii, foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Dicotiledoni

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Sapindaceae

Ordine

Sapindales

Genere

Acer

Specie

davidii

Informazioni principali

Descrizione

Albero poliennale deciduo di medie dimensioni. Dal portamento eretto sviluppa un'ampia chioma arrotondata e ben proporzionata. Apprezzato da progettisti ed appassionati di giardinaggio, a tutti i livelli di esperienza, per l'effetto scenografico a valenza paesaggistica conferita dal fogliame che sfuma nelle tonalità cromatiche dell'arancione-giallo durante l'autunno nonché per la particolare corteccia a texture striata bianco-verde, dalla quale deriva il nome comune "Acero corteccia di serpente". Durante la tarda primavera produce delicati racemi di fiori color crema a cui seguiranno i frutti, ossia disamare alate. Dall'ampia versatilità di utilizzo, risulta ideale per aree verdi private e pubbliche, compresi i parchi urbani.

Descrizione varietale

Albero indigeno dell’areale indoeuropeo e della cina, di taglia media e di portamento elegante. Forma una chioma ordinata di ampie dimensioni tonde, con fogliame caduco e di colore verde smeraldo. Esposizione soleggiata, ma sopporta bene anche le zone parzialmente ombreggiate o sotto chioma. Sviluppa una radice primaria molto ramificata e compatta di media profondità. Albero prevalentemente ad uso ornamentale per parchi e giardini, anche per aree verdi urbane; per le medie dimensioni è adatto a formare giardini ed aree verdi pensili. Sopporta le potature ed è resistente alle patologie delle alberature. Albero dalla bella fioritura giallo chiari a maggio di corimbi penduli. Corteccia ornamentale con striature bianche verticali, detta " corteccia di serpente".

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

Il termine generico, Acer, deriverebbe da acer acris ossia pungente, in riferimento ai lobi appuntiti delle foglie o all'utilizzo nell'antichità per la realizzazione di lance; l'epiteto specifico, davidii, venne conferito in onore del missionario e naturalista Padre David (Jean Pierre Armand David) che nell'800 scoprì per primo tale specie.

Origine e Diffusione

Specie nativa del Myanmar e delle aree forestali della Cina centrale; venne scoperta in Cina nel 1869 dal missionario gesuita Jean Pierre Armand David.

Caratteristiche principali

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 5 a 15 m rappresentando un albero di medie dimensioni.

Durata di vita

Albero poliennale deciduo.

Utilizzo

Per la valenza ornamentale conferitagli dal fogliame e dalla corteccia nonché per l'habitus sviluppato, risulta un albero adatto per donare eleganza in grandi aiuole e rotonde stradali, pieno campo, in aiuole nelle zone temperate, in base alle temperature descritte nella sezione dedicata

Fusto/stelo

legnoso con corteccia con rughe a strisce verticali, molto decorativa.

Crescita

Sviluppa una crescita medio-vigorosa.

Portamento

La chioma presenta un habitus globoso ed ordinato, di ampie dimensioni.

Ramificazione / Accestimento

abbondante

Condizioni richieste

pH

L'acero davidii preferisce un pH del terreno leggermente acido, compreso tra 6,0 e 6,5.

Preparazione terreno

Prima del trapianto di inizio inverno scegliere il luogo più adatto, in relazione alle esigenze della pianta, e realizzare con una vanga la buca d'impianto di dimensione almeno maggiore di un terzo rispetto al volume delle radici o della zolla, rimuovendo eventuali infestanti e ciottoli ingombranti. Aggiungere sostanza organica ed apportare concime organico o chimico a lenta cessione per una concimazione di fondo utile ad assicurare le sostanze nutritive di cui necessita la pianta nelle prime fasi post-trapianto.

Per migliorare il controllo delle infestanti, trattenere l'umidità e regolare la temperatura del terreno è possibile distribuire sul suolo uno strato di pacciamatura in prossimità del tronco.

Esposizione

Adatto per esposizioni in mezz'ombra, pieno sole.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 10 e 30 °C, si adatta bene ai climi caldi estivi.

Uso

Albero apprezzato in differenti ambiti d'uso quali:

Landscape Design esterno Paesaggismo

Rusticità

Pianta dalla media rusticità, si adatta a differenti tipologie di terreno e tollera bene il caldo estivo.

Terreno

Si adatta a differenti condizioni pedologiche, tuttavia per una migliore crescita vegetativa e l'ottenimento di una pianta sana preferire un terreno di medio-impasto ossia con una tessitura equilibrata, nonché strutturato, ben drenante ed ammendato. Se il terreno dovesse risultare eccessivamente compatto e pesante si consiglia di aggiungere sabbia e materiale organico come compost.

Livello difficoltà

La coltivazione risulta discretamente facile con un livello di impegno gestionale nel complesso basso conferendo valore aggiunto alla specie.

Misure precauzionali

Di seguito alcuni accorgimenti ed aspetti colturali specifici per ottenere una migliore crescita vegetativa:

Per una buona fioritura copiosa e continua serve concimare bene sia in autunno che in primavera alla ripresa vegetativa e irrigare regolarmente Può essere piantato in aiuole soleggiate o a mezzombra. Corrette potature

Composizione

Adatto in gruppi omogenei nonché per composizioni con altre specie, ad esempio con bulbose, tappezzanti ed erbacee annuali o biennali sotto chioma ottenendo effetti paesaggistici di elevata valenza ornamentale.

Cure e Avversità

Piantagione

Per il trapianto adottare una densità media di 2000 piante/ha scegliendo esemplari giovani, ben radicati ed accestiti nonché esenti da condizioni di stress abiotico e biotico. Individuare sempre a priori il luogo di impianto in relazione alle condizioni di crescita richieste dalla specie secondo il principio "La pianta giusta al posto giusto".

Si consiglia di potare con un taglio netto, usando lame pulite ed affilate, i filamenti lunghi e sottili delle radici nonché i rami filati della chioma, mantenendola più compatta possibile; in seguito posizionare la zolla nella buca d'impianto precedentemente scavata, mantenendo il colletto della pianta fuori dalla superficie del terreno ed assicurandosi di bagnare subito dopo il trapianto senza causare ristagni idrici.

Potatura

Durante l'inverno, eliminare i rami fitti all'interno della chioma.

Irrigazione

Al trapianto assistere la pianta per consentirle di sviluppare al meglio l'apparato radicale nel nuovo sito mantenendo quest'ultimo ad un'umidità costante esente da ristagni idrici e colpi di secco. In seguito prevenire condizioni di saturazione idrica ed apportare quantità con frequenze e dosi commisurate anche all'andamento climatico durante le diverse stagioni.

Fertilizzazione

Al trapianto fare una concimazione di fondo apportando al terreno concime organico o chimico a lenta cessione specifico per piante ornamentali. In seguito all'affrancamento nel nuovo sito d'impianto, in primavera ed in autunno eseguire concimazioni equilibrate senza esagerare sia in eccesso che in difetto.

Commestibilità e Tossicità

Edibilità per l'uomo

Specie non edibile.

Consigli dell'esperto

Consiglio 1

Si suggerisce di Diradare l'eccesso di rami interni alla chioma per una corretta formazione dell'albero ed una regolare fioritura. Tagliare i rami bassi sotto chioma per mettere in evidenza, in tutte le stagioni, le variegature colorate della corteccia. Le caratteristiche agronomiche del vivaio di coltivazione devono essere possedute anche dal vivaio di stoccaggio delle piante acquistate dal giardiniere e che non intende utilizzare immediatamente dopo l’acquisto. La permanenza prolungata delle piante arboree ed arbustive in azienda del giardiniere devono essere coltivate come se fossero in vivaio di coltivazione.

Scheda curata da Daniela Beretta.