Pioppo Cipressino

Populus nigra

Pioppo cipressino

Conosciuta anche come

Pioppo lombardo

Pioppo Cipressino, foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Dicotiledoni

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Salicaceae

Ordine

Malpighiales

Genere

Populus

Specie

nigra 'Italica'

Informazioni principali

Descrizione

Albero di prima grandezza poliennale caducifoglia. Il portamento eretto con forma fastigiata gli conferisce un ruolo primario di elevata valenza paesaggistica. Adatto per ampi giardini, parchi, filari e viali alberati, anche in ambito urbano dove tollera la siccità e l'inquinamento atmosferico.

Descrizione varietale

Albero di grande taglia molto diffuso anche in natura e nel paesaggio agrario. Ramificazione fitta e rami ravvicinati al tronco. Portamento ordinato con forma slanciata e colonnare, foglie dal colore verde chiaro che virano al giallo in autunno. Ottima adattabilità ai vari tipi di suoli e di ambienti di crescita, compreso il clima urbano. Sviluppa una radice mediamente profonda nel suolo, con molte radici secondarie; predilige i suoli argillosi e sabbiosi, ma cresce bene in tutti i tipi di suolo. Richiede una esposizione soleggiata. Albero multifunzionale, idoneo per aree a parco, viali urbani, giardini, verde industriale e paesaggitico rurale; non indicata per il verde pensile. Possiede una buona resistenza alla siccità, nonché una adattabilità alle zone costiere di mare. Resistente ai patogeni e non necessita di tante potature, che devono essere orientate alla mantenimento della forma compatta colonnare della chioma.

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

Il pioppo cipressino è spesso protagonista delle campagne e dei paesaggi rurali, viene inoltre spesso usato come frangivento proteggendo i campi coltivati.

Origine e Diffusione

Cultivar di Populus nigra selezionata in Lombardia nel '600 e diffusa in tutta Europa.

Caratteristiche principali

Foglia

Le foglie presentano lamina cuoriforme.

Periodo di fioritura

Specie dioica i cui fiori, riuniti in amenti, compaiono da inizio primavera a fine primavera per una durata compresa da 10 a 20 giorni.

Colore della foglia

Tonalità verde tinta unita che vira al giallo in un scenografico foliage autunnale.

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 5 a 30 m rappresentando un albero di prima grandezza.

Durata di vita

Albero poliennale deciduo.

Utilizzo

Albero indicato per la coltivazione in pieno campo Il pioppo cipressino risulta idoneo per aree a parco, viali urbani, giardini, verde industriale e paesaggistico rurale.

Fusto/stelo

Il fusto si presenta legnoso con corteccia grigio-brunastra solcata longitudinalmente da profonde fessurazioni; la varietà non presenta spine.

Crescita

Pianta dalla crescita vigorosa.

Portamento

L'habitus è eretto con fusto slanciato e chioma colonnare o fastigiata.

Ramificazione / Accestimento

La ramificazione risulta abbondante e fitta con rami ravvicinati al tronco.

Condizioni richieste

PH

Preferisce terreni con pH variabile da leggermente acido a neutro, compreso nell'intervallo ottimale tra 6,0 e 7,0.

Preparazione terreno

Prima del trapianto di fine autunno o fine inverno scegliere il luogo più adatto, in relazione alle esigenze della pianta, e realizzare con una vanga la buca d'impianto più grande di almeno un terzo rispetto al volume delle radici o della zolla da trapiantare. Il terreno d'impianto deve risultare privo di infestanti e ciottoli ingombranti, si consiglia inoltre di interrare concime organico o chimico a lenta cessione per fornire le sostanze nutritive di cui necessita la pianta nelle prime fasi post-trapianto.

Esposizione

Richiede un'esposizione in pieno sole.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 0.0 e 30 °C.

Uso

Il portamento elegante gli conferisce un ruolo primario in:

Ambito ornamentale esterno Landscape Design esterno Paesaggismo

Rusticità

Albero dalla rusticità medio alta, si adatta bene ai climi freddi invernali e tollera la siccità.

Terreno

Si adatta a differenti condizioni pedologiche, tuttavia il terreno ideale per favorire un migliore sviluppo vegetativo risulta di medio-impasto nonché ben drenante e dotato di sostanza organica.

Livello difficoltà

Richiede un livello di impegno gestionale nel complesso basso in seguito all'affrancamento nel nuovo sito d'impianto.

Misure precauzionali

Di seguito alcuni accorgimenti ed aspetti colturali specifici per ottenere una migliore crescita vegetativa:

Concimazione equilibrata Esporre la pianta alla massima luminosità Pianta che si adatta molto bene ai climi freddi invernali, e vive anche in condizioni di terreno ghiacciato. Predilige acque poco calcaree

Cure e Avversità

Piantagione

Per il trapianto adottare una densità media di 2500 piante/ha scegliendo esemplari sani, esenti da condizioni di stress abiotico e biotico. Individuare sempre a priori il luogo di impianto in relazione alle condizioni di crescita richieste dalla specie secondo il principio "La pianta giusta al posto giusto".

Posizionare la zolla nella buca d'impianto precedentemente scavata conservandola ben compatta attorno alla radice e mantenendo il colletto della pianta fuori dalla superficie del terreno. Potare le radici troppo lunghe al trapianto e ridurre le ramificazioni se molto fitte, inoltre prima della messa a dimora bagnare le radici con acqua e mix di funghi simbionti o micorrize.

Potatura

Non necessita di tante potature, che devono essere orientate alla mantenimento della forma compatta e colonnare della chioma.

Riproduzione

La propagazione può avvenire da seme, talea ed innesto.

Irrigazione

Al trapianto assistere la pianta per consentirle di sviluppare al meglio l'apparato radicale nel nuovo sito mantenendo quest'ultimo ad un'umidità costante esente da ristagni idrici e colpi di secco. In seguito all'affrancamento prevenire condizioni di saturazione idrica ed apportare quantità con frequenze e dosi commisurate anche all'andamento climatico durante le diverse stagioni.

Fertilizzazione

Durante la preparazione del terreno al trapianto eseguire una concimazione di fondo interrando concime organico o chimico a lenta cessione, specifico per piante ornamentali. In seguito all'affrancamento, durante il periodo primaverile apportare al terreno un concime bilanciato senza eccedere nelle dosi e nelle frequenze.

Commestibilità e Tossicità

Edibilità per l'uomo

Specie non edibile.

Consigli dell'esperto

Consiglio

Le caratteristiche agronomiche del vivaio di coltivazione devono essere possedute anche dal vivaio di stoccaggio delle piante acquistate dal giardiniere e che non intende utilizzare immediatamente dopo l’acquisto. La permanenza prolungata delle piante arboree ed arbustive in azienda del giardiniere devono essere coltivate con gli eventuali trapianti o rinvasi di accrescimento. A fine coltivazione prima del momento dell'espianto o vendita il suolo deve essere in tempera e mai troppo umido; legare bene i rami per evitare rotture e ridurre il volume di occupazione in fase di trasporto.

Scheda curata da Angelo Vavassori.