Liriodendro

Liriodendron tulipifera

Albero dei Tulipani

Conosciuta anche come

Liriodendro, Legno giallo

Liriodendro, foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Dicotiledoni

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Magnoliaceae o Magnoliacee

Ordine

Magnoliales

Genere

Liriodendron

Specie

tulipifera

Informazioni principali

Descrizione

Albero di prima grandezza a foglia caduca. Assume un ruolo primario, anche come esemplare isolato, svolgendo una rilevante funzione ecologica assorbendo anidride carbonica e trattenendo polveri sottili nonché creando ombra e proteggendo dal sole intenso estivo con la sua ampia e densa chioma. Il portamento colonnare, la livrea autunnale che si manifesta in un scenografico foliage, e l'elegante fioritura dalle infiorescenze grandi simili a tulipani conferiscono elevata valenza ornamentale e paesaggistica a spazi esterni, sia pubblici che privati, anche in ambito urbano.

Descrizione varietale

Albero dalle medie - grandi dimensioni che raggiunge anche 30 metri; dal portamento elegante, con foglia tronca all’apice e fiori dalla caratteristica forma a tulipano. Possiede una chioma ovoidale slanciata rami regolari e ravvicinati. Foglie verde intenso e lucente che diventano giallo oro in autunno. Fioritura abbondante e scenografica con fiori bianco panna con corolla arancio. Di grande rusticità ed adattabilità sia ai vari tipi di suoli che nei diversi ambienti di crescita. Si è ben adattato anche al clima urbano mostrando una ottima resistenza sia allo stress di caldo che gelo. Richiede una esposizione soleggiata e tollera le zone parzialmente ombreggiate. Albero che sviluppa una radice profonda e che predilige i suoli argillosi e sabbiosi, ma cresce bene in tutti i tipi di suolo. Albero ornamentale dalle ottime prestazioni botaniche e funzionali per i vari tipi di impiego paesaggistico. Adatto per parchi, giardini, viali ed aree industriali e residenziali. Resistente ai patogeni ed alle potature, che devono rispettare l’architettura della forma chioma.

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

Sia il termine generico, Liriodendron, che l'epiteto specifico, tulipifera, si riferiscono alle particolari infiorescenze, il primo infatti significa "albero dei gigli" in relazione ai grandi fiori mentre il secondo sottolinea la somiglianza ai fiori dei tulipani. Gli Indiani d'America chiamavano il liriodendro 'albero da canoa' poiché il suo tronco veniva utilizzato per realizzare canoe.

Origine e Diffusione

Specie botanica nativa dell'America nord-orientale, dal sud dell'Ontario al nord-est degli Stati Uniti d'America; fu introdotta in Europa verso fine '600 dal naturalista J. Banister a scopo ornamentale e forestale.

Caratteristiche principali

Foglia

Le foglie presentano lamina lobata tronca all'apice.

Periodo di fioritura

La scenografica fioritura si protrae da metà primavera a inizio estate per una durata compresa da 20 a 30 giorni mostrando fiori profumati simili a tulipani, formati da sei petali raccolti a coppa dalla tonalità cromatica verde-giallo screziati di arancio alla base.

Colore della foglia

Tonalità tinta unita che vira al giallo-oro in autunno in un processo di foliage dall'elevato effetto decorativo.

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 10 a 30 m, rappresentando un albero di prima grandezza.

Durata di vita

Pianta poliennale caducifoglia.

Utilizzo

Per le dimensioni raggiunte viene indicato per l'utilizzo in grandi aiuole e rotonde stradali, pieno campo Il Liriodendro assume un ruolo focale di elevata valenza paesaggistica in spazi esterni sia privati che pubblici quali giardini, parchi, viali ed alberature stradali.

Fusto/stelo

Il fusto colonnare è legnoso con corteccia dapprima liscia e chiara negli esemplari più giovani per poi divenire grigio-bruna e fessurata longitudinalmente.

Crescita

Pianta longeva dalla crescita medio-vigorosa.

Portamento

L'habitus sviluppato risulta eretto con chioma grande, ovoidale e densa.

Ramificazione / Accestimento

La ramificazione è abbondante con rami regolari e ravvicinati.

Condizioni richieste

PH

Per l'Albero dei Tulipani il pH ideale del terreno è compreso tra 6,0 e 7,0.

Preparazione terreno

Prima del trapianto di fine autunno scegliere il luogo più adatto, in relazione alle esigenze della pianta, e realizzare con una vanga la buca d'impianto di dimensione maggiore di almeno un terzo rispetto al volume delle radici o della zolla. Si consiglia di rimuovere infestanti e ciottoli ingombranti, inoltre aggiungere sostanza organica ed apportare concime organico o chimico a lenta cessione. Se il terreno dovesse risultare compatto e poco drenante interrare sabbia.

Esposizione

Per una corretta crescita, in fase di trapianto scegliere esposizioni in mezz'ombra, pieno sole.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 0.0 e 30 °C; preferisce climi freschi, resistendo bene anche ai freddi intensi.

Uso

L'habitus sviluppato, la scenografica fioritura nonché la qualità del legno lo rendono adatto in:

Ambito ornamentale esterno Landscape Design esterno Paesaggismo Piante per produzione legname

Rusticità

Albero dall'elevata rusticità, si adatta a differenti tipi di terreno e resiste al freddo invernale.

Terreno

Si adatta a differenti condizioni pedologiche, tuttavia il terreno ideale per un corretto sviluppo radicale e vegetativo risulta di medio impasto, profondo e dotato di sostanza organica.

Livello difficoltà

Dalla facile coltivazione richiede un livello di impegno gestionale, comprendente concimazione, irrigazione e potatura, nel complesso basso.

Misure precauzionali

Alcuni specifici suggerimenti ed aspetti colturali per ottenere le migliori performance di crescita e sviluppo:

Concimazione equilibrata Evitare di irrigare troppo Pianta che si adatta molto bene ai climi freddi invernali, e vive anche in condizioni di terreno ghiacciato. Esposizione alla luce diretta Corrette potature

Tagli indiscriminati di fusto e rami mediante "capitozzatura", oltre a comportare un'alterazione dell'habitus naturale della pianta, inducono ad una minore resistenza verso agenti biotici ed abiotici nonché ad un più ampio pericolo di cedimento dell'intero esemplare.

Cure e Avversità

Piantagione

Per il trapianto adottare una densità media di 1500 piante/ha scegliendo esemplari sani, esenti da condizioni di stress abiotico e biotico. Individuare sempre a priori il luogo di impianto in relazione alle condizioni di crescita richieste dalla specie secondo il principio "La pianta giusta al posto giusto".

Porre la zolla, mantenendola ben compatta, nella buca d'impianto precedentemente scavata posizionando il colletto della pianta fuori dalla superficie del terreno.

Potatura

Eseguire potature regolari per modellare la forma e determinare la struttura della chioma nonché definire l'impalcatura dei rami. Inoltre realizzare piccoli interventi di potatura per eliminare le parti disseccate o danneggiate.

Riproduzione

La propagazione avviene da seme o da talea.

Irrigazione

Dopo la messa a dimora bagnare bene il terreno ed assistere la pianta per consentirle di sviluppare al meglio l'apparato radicale nel nuovo sito, mantenendo quest'ultimo ad un'umidità costante esente da ristagni idrici e colpi di secco. In seguito prevenire disseccamenti e condizioni di saturazione idrica apportando quantità con frequenze e dosi commisurate anche all'andamento climatico durante le diverse stagioni.

Fertilizzazione

Durante la preparazione del terreno al trapianto eseguire una concimazione di fondo apportando concime organico o chimico a lenta cessione specifico per piante ornamentali; in seguito, ad inizio primavera apportare direttamente al suolo un concime bilanciato per favorire un corretto sviluppo vegetale.

Commestibilità e Tossicità

Edibilità per l'uomo

Specie ornamentale, non edibile.

Consigli dell'esperto

Consiglio

Le ridotte lavorazione evitano gli stress alla pianta e consente una migliore vegetazione. Formare una ramificazione alta con fusto libero da rami fino a circa 2,2 metri.

Scheda curata da Angelo Vavassori.