Acero Giapponese A Foglia di Ventaglio
Acero giapponese a foglia di ventaglio
Acero giapponese
Classificazione Scientifica
Classe
Dicotiledoni
Divisione
Angiospermae
Famiglia
Sapindaceae
Ordine
Sapindales
Genere
Acer
Specie
japonicum
Informazioni principali
Descrizione
Albero poliennale deciduo con portamento eretto, alto fino ad 8 metri. La valenza paesaggistica viene conferita dall'eleganza e la sinuosità della chioma recante foglie dalla particolare lamina palmata, di tonalità cromatica variabile in relazione alla varietà e che assumono sfumature accese in un affascinante processo di foliage autunnale. Si adatta a differenti condizioni pedoclimatiche, pur prediligendo terreni leggeri e ricchi di sostanza organica nonché esposizioni luminose.
Descrizione varietale
L'acero "japonicum" con foglia a ventaglio si differenzia dal "palmatum" per la caratteristica foglia aperta con tanti lobi finemente disposti, appunto, a ventaglio. Originaria del giappone è specie complessa e abbastanza variabile per forma e colore delle foglie. Possiede foglie di colore rosso, verde, variegato. La foglia ha da 5 a 7 lobi sistemati in modo allargato, lanceolati, talvolta molto acuminati e terminanti con punta sottile; i margini sono seghettati o doppiamente seghettati. Sono alberi a portamento eretto con cima arrotondata e chioma ampia aperta oppure a chioma cascante o "piangente". Raggiungono anche i 7-8 metri di altezza. Sono molto rustici, robusti e si adattano ad una ampia varietà di condizioni climatiche e di coltivazione. Gli aceri giapponesi crescono in diversi tipi di terreno ed arriva ad altitudine fino ai 1300 metri. Ci sono varietà innestate a formare una chioma ricadente ricadente. L'uso è prevalentemente ornamentale per giardini, terrazzi, parchi e fioriere. Sia in suolo o vaso di dimensione idonee alla specie. Coltivato molto anche come bonsai ( = pianta in vaso).
Origine e Storia
Curiosità e Particolarità
Viene ampiamente coltivato anche come bonsai.
Origine e Diffusione
Specie nativa del Giappone centro-settentrionale; oggi presente in Europa con un ampio assortimento di cultivar e varietà che differiscono per morfologia della chioma nonché per dimensione e colore delle foglie.
Caratteristiche principali
Foglia
L'Acer japonicum differenzia dall'Acer pamatum per la caratteristica foglia aperta con tanti lobi finemente disposti a ventaglio, nel dettaglio la foglia presenta lamina filiforme, palmata con un numero di lobi variabile da 5 a 7, sistemati in modo allargato, lanceolati, talvolta molto acuminati e terminanti con punta sottile; i margini sono seghettati o doppiamente seghettati.
Colore della foglia
In relazione alla varietà la foglia può essere unicolor, variegata.
Altezza della pianta
L'altezza della pianta varia da 1 a 6 m in relazione alle condizioni colturali di crescita ed alla varietà; in generale rappresenta un albero di terza grandezza.
Durata di vita
Albero poliennale caducifoglia.
Utilizzo
Per le dimensioni raggiunte ed il portamento sviluppato risulta adatta come pianta per aiuole, fioriere, giardini e parchi, giardini rocciosi, grandi aiuole e rotonde stradali, grandi vasi, terrazzi
Fusto/stelo
Il fusto è legnoso con corteccia liscia.
Crescita
Albero dalla crescita medio-vigorosa. La formazione della chioma è continua nella fase giovanile con rami semi-legnosi, poi la lignificazione è stabile e mantiene la morfologia assegnata.
Portamento
L'habitus risulta eretto con cima arrotondata e chioma ampia aperta oppure a chioma cascante o "piangente".
Ramificazione / Accestimento
Sviluppa una media ramificazione.
Condizioni richieste
PH
Richiede un pH del terreno o del substrato compreso tra 6,0 e 7,0.
Preparazione terreno
Per il trapianto di inizio inverno scegliere il luogo più adatto, in relazione alle esigenze della pianta. Realizzare con una vanga la buca d'impianto di dimensioni proporzionate alla zolla, interrando sostanza organica e distribuendo in superficie substrato professionale per circa 5/10 cm di altezza. Si consiglia l'utilizzo di tutori e clips per le legature.
Esposizione
Adatto per esposizioni in ombra luminosa, pieno sole.
Clima e temperatura ideale
La temperatura ideale è compresa tra 0.0 e 30 °C.
Uso
L'eleganza del portamento e la tonalità cromatica del fogliame conferiscono all'Acer japonicum un ruolo primario in:
Ambito ornamentale esterno Landscape Design esterno Landscape Design interno Paesaggismo
Rusticità
Pianta dalla media rusticità, tollera differenti condizioni climatiche e di coltivazione.
Terreno
Si adatta a differenti condizioni pedologiche, tuttavia il terreno ideale per un corretto sviluppo vegetativo è di medio impasto, leggero, ben drenante e dotato di sostanza organica. Per l'utilizzo in vaso scegliere un terriccio ricco di sostanza organica.
Livello difficoltà
In seguito ad un corretto affrancamento nel nuovo sito d'impianto, la coltivazione dell'acero giapponese risulta facile, con un livello medio di impegno gestionale richiesto.
Misure precauzionali
Di seguito alcuni accorgimenti ed aspetti colturali specifici per ottenere una migliore crescita vegetativa:
Evitare di irrigare troppo Esposizione alla luce diretta Corrette potature Richiede poco concime ma regolare
Cure e Avversità
Piantagione
Per il trapianto adottare una densità media di 2000 piante/ha scegliendo esemplari sani, esenti da condizioni di stress abiotico e biotico. Individuare sempre a priori il luogo di impianto in relazione alle condizioni di crescita richieste dalla specie secondo il principio "La pianta giusta al posto giusto". Trapiantare la giovane pianta in terriccio o terreno smosso e leggero, non ghiacciato, per favorire lo sviluppo radicale. Si consiglia di posizionare la zolla nella buca d'impianto precedentemente scavata conservandola ben compatta attorno alla radice e mantenendo il colletto della pianta fuori dalla superficie del terreno, infine bagnare dopo la messa a dimora senza causare ristagni idrici.
Potatura
Non potare le giovani piante nei primi anni di trapianto, sia che siano coltivate in vaso o in suolo.
In inverno, durante la fase di riposo vegetativo, eseguire corrette potature di formazione secondo le dimensioni, la forma desiderata e l'ampiezza della chioma; orientare le ramificazioni anche con tutori se necessario, per sostenere rami piccoli e deboli.
La potatura deve essere eseguita per dare la forma finale alla pianta ed eliminare parti deboli, si può formare ad alberello o multi rami per creare un arbusto o piccolo albero con chioma ampia.
Tagli indiscriminati di fusto e rami mediante "capitozzatura", oltre a comportare un'alterazione dell'habitus naturale della pianta, inducono ad una minore resistenza verso agenti biotici ed abiotici nonché ad un più ampio pericolo di cedimento dell'intero esemplare.
Riproduzione
La propagazione avviene da margotta, talea e seme.
Rinvaso
Se coltivato in vaso o fioriera bisogna rinnovare il terriccio ogni due anni o almeno integrare con nuovo terriccio e concimi organici.
Irrigazione
L'acero giapponese necessita di una costante ma equilibrata irrigazione, anche più volte a settimana se la stagione è molto calda. Possibilmente posizionarlo in zone parzialmente ombreggiate poiché ama il sole diretto ma si possono disidratare le foglie con punte fini e sottili. Mantenere il substrato o il terreno sempre leggermente umido prevenendo sia ristagni idrici che colpi di secco.
Fertilizzazione
Al trapianto eseguire una concimazione di fondo apportando al terreno concime organico o chimico a lenta cessione, specifico per piante ornamentali. In seguito ad un corretto affrancamento nel nuovo sito d'impianto, se coltivata come pianta da giardino, bisogna concimare in primavera e ad inizio estate con concime complesso e ricco di ferro.
Commestibilità e Tossicità
Edibilità per l'uomo
Specie non edibile.
Consigli dell'esperto
Consiglio
Se le piante sono coltivate in vaso o fioriera bisogna rinnovare il terriccio ogni due anni o almeno integrare nuovo terriccio e concimi organici. Se le piante sono coltivate in giardino bisogna concimare abbondantemente a primavera ed ad inizio estate con concime complesso e ricco di ferro. Evitare ristagni idrici sotto chioma per evitare patologie fungine.
Scheda curata da Angelo Vavassori.




