Cipresso Italiano Fastigiato
Cipresso
Cipresso italiano
Classificazione Scientifica
Classe
Pinopsida
Divisione
Pinophyta
Famiglia
Cupressaceae
Ordine
Pinales
Genere
Cupressus
Specie
sempervirens
Informazioni principali
Descrizione
Conifera dal portamento eretto e chioma prevalentemente colonnare o piramidale. La sinuosità e l'eleganza del suo habitus naturale la rende adatta a scopo ornamentale per i tipici giardini all'italiana nonché per viali alberati, barriere frangivento ed opere di consolidamento pendii.
Descrizione varietale
Albero originale dell’areale europeo mediterraneo, tipicamente autoctona italiana, dall’ aspetto caratteristico e conosciuto in tutto il mondo come cipresso italiano. Raffinato per eleganza, slanciato e compatto, di medie e grandi dimensioni. Portamento della chioma a corona conica compatta, colonnare, con ramificazione ravvicinata. Foglie squamiformi, verde scuro lucente, fiorisce in primavera in modo discreto e non molto ornamentale. Corteccia bruna rossastra, scanalata. Radicazione solida, mediamente profonda e diffusa nel suolo. Molto rustica e si adatta alle variazioni climatiche, anche nel clima urbano e nei parchi. Predilige i suoli argillosi e sabbiosi, drenati, ma cresce bene in tutti i tipi di suolo. Specie adatta alle aree verdi paesaggistiche di tutte le dimensioni; é ampiamente utilizzata sia in forma isolata, in piccoli gruppi in parchi e giardini; adatta anche per la formazioni di alberature in filare sia in parco che in viali stradali e per uso paesaggistico, come sono in molte regioni del centro sud. Appartiene al gruppo di conifere che si presta ad un uso diffuso e multifunzionale, ornamentale e paesaggistico. Non richiede potature. Non deve mai essere cimato o capitozzato.
Origine e Storia
Curiosità e Particolarità
Il Cipresso comune, oltre ad assumere un ruolo primario nei paesaggi di molte regioni italiane come Toscana ed Umbria, è una conifera ampiamente usata nella realizzazione di parchi e giardini di ville storiche. Inoltre foglie, galbuli (frutti) e rami trovano impiego in ambito farmaceutico ed in profumeria.
Origine e Diffusione
Specie nativa dell'Asia minore e del Mediterraneo orientale; fu diffusa in Italia dagli Etruschi o dai Greci divenendo tutt'oggi parte integrante del paesaggio in molte regioni italiane del centro-sud. Attualmente presente in un assortimento di varietà e cloni, tra questi alcuni resistenti alla malattia crittogamica causata dal fungo parassita Coryneum cardinal.
Caratteristiche principali
Foglia
Le foglie, che ricoprono interamenti i rami, risultano aghiformi.
Colore della foglia
A tinta unita, in generale verde scuro o verde-grigio scuro.
Altezza della pianta
L'altezza della pianta varia da 3 a 30 m in relazione alle condizioni colturali ed alla varietà. In generale il cipresso italiano rappresenta un albero di prima grandezza.
Durata di vita
Conifera poliennale sempreverde.
Utilizzo
Pianta adatta ad un uso multifunzionale, ornamentale e paesaggistico, per aiuole, giardini e parchi, pieno campo
Fusto/stelo
Il fusto risulta legnoso con corteccia bruno-rossastra e fessurata a rughe longitudinali; la varietà non presenta spine.
Crescita
Pianta dalla crescita compatta.
Portamento
L'habitus risulta eretto, prevalentemente con chioma a corona conica compatta e colonnare.
Ramificazione / Accestimento
La ramificazione risulta abbondante e ravvicinata, con rami che si sviluppano a partire dalla base del fusto.
Condizioni richieste
pH
Richiede un pH del terreno compreso tra 6,0 e 7,0.
Preparazione terreno
Prima del trapianto eseguire un'idonea vangatura rimuovendo infestanti e ciottoli ingombranti, inoltre interrare sostanza organica e, qualora il suolo risultasse pesante e poco drenante, aggiungere anche sabbia.
Esposizione
Predilige esposizioni in pieno sole.
Clima e temperatura ideale
La temperatura ideale è compresa tra 0.0 e 30 °C, predilige un clima caldo mediterraneo.
Uso
Il cipresso italiano, per il suo portamento sinuoso ed imponente, risulta ampiamente usato come pianta da:
Landscape Design esterno Paesaggismo Piante da consolidamento ambientale
Rusticità
Pianta dalla rusticità medio alta, si adatta a differenti condizioni pedologiche e tollera una temporanea siccità.
Terreno
Si adatta a differenti tipologie di terreno purché ben drenanti e ricchi di sostanza organica.
Livello difficoltà
In seguito ad un corretto affrancamento nel nuovo sito d'impianto, la coltivazione del cipresso risulta discretamente facile.
Misure precauzionali
Alcuni utili aspetti e condizioni colturali per una migliore crescita vegetativa del cipresso:
Concimazione equilibrata Esporre la pianta alla massima luminosità Evitare di irrigare troppo Predilige clima caldo e asciutto
Cure e Avversità
Piantagione
Per il trapianto adottare una densità media di 1500 piante/ha scegliendo esemplari sani, esenti da condizioni di stress abiotico e biotico. Individuare sempre a priori il luogo di impianto in relazione alle condizioni di crescita richieste dalla specie secondo il principio "La pianta giusta al posto giusto". Posizionare la zolla nella buca d'impianto precedentemente scavata conservandola ben compatta attorno alla radice e mantenendo il colletto della pianta fuori dalla superficie del terreno, infine bagnare dopo la messa a dimora senza causare ristagni idrici. Si consiglia di eseguire un corretto tutoraggio per garantire la verticalità del fusto.
Potatura
Non potare all'apice o capitozzare, eventualmente intervenire solo lateralmente conservando la perfetta forma conica affusolata del cipresso.
Riproduzione
La moltiplicazione avviene da margotta, talea, seme o da micropropagazione.
Irrigazione
Dopo il trapianto assistere la pianta per consentirle di sviluppare al meglio l'apparato radicale nel nuovo sito, mantenendo quest'ultimo ad un'umidità costante esente da ristagni idrici e colpi di secco. In seguito prevenire condizioni di saturazione idrica ed apportare quantità con frequenze e dosi commisurate anche all'andamento climatico durante le diverse stagioni.
Fertilizzazione
Durante la preparazione del terreno al trapianto eseguire una concimazione di fondo apportando concime bilanciato granulare per piante ornamentali.
Commestibilità e Tossicità
Edibilità per l'uomo
Non edibile.
Consigli dell'esperto
Consiglio 1
Con la coltivazione sia in campo che in vaso mantenere le piante con i tutori verticali di crescita fino a circa 2 metri, per garantire la verticalità del fusto. Utilizzate acidi umici per lignificare bene fusto e radici.
Scheda curata da Angelo Vavassori.




