Aretha F1

Solanum melongena

Melanzana

Conosciuta anche come

Melanzana, Maranziana, Petrociana, Pomo d'amore, Tropical Eggplant, Aubergine

Aretha F1, foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Dicotiledoni

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Solanaceae

Ordine

Solanales

Genere

Solanum

Specie

melongena

Informazioni principali

Descrizione

Pianta orticola appartenente, insieme a pomodoro, patata e peperone, alla famiglia botanica delle Solanacee; utilizzata a scopo alimentare per i suoi frutti impiegati in seguito a cottura in un ampio numero di ricette legate alla tradizione culinaria in molte aree geografiche del Mondo. Coltivata come annuale, sia in pieno campo che in vaso, richiede temperature miti idonee per crescere e garantire un'adeguata produttività finale. Di facile coltivazione, oggi è presente con un notevole assortimento di varietà che si distinguono per la dimensione, la forma e la consistenza dei frutti (bacche).

Video Specie

https://youtu.be/Mfp-jhFIRI8

Descrizione varietale

Varietà ibrida con frutto di tipo tondo-ovale. La colorazione esterna del frutto è nero lucido con calice verde poco spinoso, mentre la polpa è chiara. Il frutto, a maturazione, ha un peso attorno ai 500 g, con lunghezza media di 16 cm mentre la larghezza di 12 cm, quando raggiunge il massimo possibile di caratteristiche organoletiche. La pianta è vigorosa con una costante fruttificazione. Il ciclo è medio-precoce e la coltura si adatta bene sia al pieno campo che a coltivazioni in ambienti protetti. La destinazione finale del frutto è il consumo fresco.

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

L'epiteto specifico, melongena, deriva dai termini greci mélon ossia pomo e gennáo cioè generare in relazione alla caratteristica della pianta di produrre frutti dalla forma tondeggiante; lo stesso nome comune, Eggplant, usato nel mondo anglosassone si riferisce ai frutti di alcune cultivar simili a uova di gallina rotondeggianti.

La melanzana cotta trova ampio utilizzo in molte ricette tradizionali in tutto il Mondo, risultando ricca di vitamine e minerali può, se assunta in idonei quantitativi, aiutare nel controllo della pressione sanguigna e dei livelli di colesterolo nonché stimolare la produzione di bile.

Origine e Diffusione

Il progenitore selvatico della melanzana deriva dall'Africa settentrionale, poi diffusosi nell'areale geografico esteso dalla Cina centro-meridionale all'Indocina dove cresce principalmente come perenne nel bioma tropicale e subtropicale umido; nel sedicesimo secolo giunse in Europa dove iniziò ad essere coltivata come specie orticola nelle aree a clima temperato caldo. Oggi rappresenta, con il pomodoro, una delle colture appartenenti alla famiglia delle Solanacee più importanti economicamente, presente commercialmente con un vasto assortimento di varietà coltivate per il loro frutto commestibile e consumate in tutto il mondo. In Europa, l'Italia è tra i principali produttori di melanzana.

Caratteristiche principali

Grandezza del fiore

Fiore medio nelle dimensioni se confrontato con quello di altre varietà della medesima specie.

Foglia

Foglia con lamina ovale tomentosa, ossia ricoperta da una fitta peluria setosa al tatto.

Frutto/Prodotto

Il frutto è una bacca di forma ovale, con peso compreso tra 400 e 600 g, larghezza da 10 a 16 cm e lunghezza da 14 a 20 cm, caratterizzato da una consistenza soda e da una buccia liscia con colorazione omogenea. Dal punto di vista sensoriale, presenta un sapore caratteristico, delicato e intenso, con gusto delicato e aroma delicato, risultando non profumato. La maturazione avviene da fine primavera a autunno. Sotto il profilo qualitativo, si tratta di un frutto di ottima qualità, complessivamente di buona qualità, rappresentando una varietà dalle ottime caratteristiche organolettiche e da molteplici usi culinari.

Periodo di fioritura

La fioritura si protrae da fine primavera a autunno per una durata compresa da 80 a 180 giorni.

Colore della foglia

Lamina fogliare unicolor.

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 0.8 a 1.3 m.

Durata di vita

Pianta annuale.

Utilizzo

Varietà coltivabile in pieno campo, aiuole, grandi vasi

Fusto/stelo

Stelo semi-legnoso, la varietà presenta spine aghiformi.

Fiore

Il fiore ha forma semplice, di media dimensione, con corolla gamopetala. I petali sono sfumati. Fiorisce da fine primavera ad autunno, con un periodo di fioritura compreso tra 80 e 180 giorni. È attrattivo per bombi e api.

Crescita

La varietà esprime una crescita vigorosa.

Portamento

La pianta sviluppa un portamento cespuglioso.

Ramificazione / Accestimento

La ramificazione abbondante consente di ottenere fittezza di foglie e fiori con un'idonea produzione finale di frutti.

Condizioni richieste

pH

Il pH, indice del livello di acidità del terreno, risulta di rilevante importanza per un corretto sviluppo complessivo della pianta, in particolare valori compresi tra 6,0 e 7,0 rappresentano l'intervallo ottimale per la melanzana; si consiglia di non superare il valore di neutralità pari a 7,0 per non compromettere la crescita vegetativa e quindi la successiva fioritura e fruttificazione.

Preparazione terreno

Prima del trapianto in pieno campo o in aiuola eseguire una vangatura profonda circa 20/30 cm eliminando eventuali erbe infestanti, pietre ingombranti e residui di colture precedenti, quindi interrare concime organico o chimico e, mediante l'ausilio di una zappa, provvedere a rompere le zolle più compatte e grossolane. Proseguire realizzando un'aiuola rialzata mediante baulatura del terreno per ottenere un corretto drenaggio dell'acqua in eccesso evitando in tal modo nocivi ristagni idrici, infine livellare accuratamente la superficie preparando i solchi per il successivo trapianto.

Durante il ciclo colturale smuovere i primi centimetri di suolo per evitare l'eventuale formazione della crosta superficiale, eliminando contemporaneamente le malerbe adiacenti.

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Esposizione

Un'esposizione in mezz'ombra, pieno sole rappresenta la condizione ottimale per conseguire i migliori risultati di sviluppo vegetativo e produttività finale.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 15 e 26 °C per ottenere i migliori risultati produttivi. La temperatura biologica è compresa tra 9 e 32 °C.

Uso

Pianta orticola utilizzata in ambito
Agroalimentare

Rusticità

Presenta elevata rusticità; non tollera eccessi idrici e sbalzi termici.

Terreno

Il terreno ideale per la coltivazione della melanzana risulta di medio impasto o tendente al sabbioso, ammendato, fertile e ben drenante; per l'eventuale utilizzo in fioriere o grandi vasi si consiglia un terriccio per orticole contenente torba bionda e bruna.

Livello difficoltà

Varietà la cui coltivazione risulta discretamente facile con un livello generale di impegno gestionale medio. Con alcuni accorgimenti colturali, relativi a concimazione, irrigazione ed esposizione alla luce solare, si otterranno ottimi risultati produttivi.

Misure precauzionali

Di seguito alcune specifiche indicazioni colturali per ottenere i migliori risultati produttivi:

Concimazione equilibrata Esporre la pianta alla massima luminosità Evitare di irrigare troppo Mantenere il substrato asciutto con basse temperature Richiede concimazione regolare abbondante

Consociazione

Si suggerisce la consociazione con varietà di fagiolino a maturazione contemporanea.

Cure e Avversità

Piantagione

Applicare in fase di trapianto un densità media di 2 piante per metro quadrato al fine di garantire un corretto sviluppo di ciascun singolo esemplare con successiva idonea fruttificazione e maturazione finale delle bacche. Quando la temperatura risulta stabilizzata sopra il livello di minima biologica, trapiantare su aiuola rialzata di 15/20 cm piantine giovani con radici chiare e non necrotizzate, posizionandole con il colletto fuori dalla superficie del terreno ed irrigando subito dopo, preferibilmente durante le ore mattutine.

Quando la pianta ha allegato i primi frutti, tramite elastici, raffia, vimini o spago, legare all'apposito tutore il fusto lasciando un'idoneo spazio per il suo accrescimento ed ingrossamento.

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Potatura

Per raggiungere un rapporto ottimale tra sviluppo vegetativo e produzione, si consiglia l'asportazione tempestiva dei germogli basali. Per l'operazione di raccolta, raccogliere i frutti maturi recidendoli alla base del peduncolo mediante forbici dalle lame affilate e pulite. Per raggiungere la massima soddisfazione organolettica la raccolta avviene quando le bacche sono ancora morbide ed i semi ancora bianchi e non completamente sviluppati.

Riproduzione

La riproduzione avviene mediante semina in contenitore.

Rinvaso

Quando la pianta è giovane, a fine primavera spostarla in un vaso di maggiori dimensioni per permetterle un corretto accrescimento.

Irrigazione

Utilizzare acqua piovana, in alternativa di canale o di acquedotto, manualmente o mediante impianto irriguo. Per una corretta germinazione si consiglia di inumidire il seme prima di interrarlo completamente nel suolo mantenendo poi quest'ultimo bagnato fino all'emersione del germoglio, coprire inoltre la superficie con tessuto-non tessuto o materiale inerte. Per il trapianto, al fine di ottenere una rapida ed omogenea radicazione delle piantine con conseguente idoneo sviluppo vegetativo, mantenere un'umidità costante del terreno ma senza eccedere nelle dosi apportate ed evitando ristagni idrici che possono comportare marciumi radicali, successivamente fare asciugare leggermente il terreno tra un'irrigazione e la successiva prevenendo colpi di secco. Porre particolare attenzione durante i periodi più caldi dove la richiesta idrica risulta essere maggiore. Nel caso si utilizzi un sistema irriguo ad ala gocciolante o con manichetta forata si consiglia di posizionarlo distante dal colletto della piantina per almeno 10/15 cm.

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Fertilizzazione

In fase pre-trapianto eseguire una concimazione di fondo con concime organo-minerale da interrare nel suolo. Durante il ciclo colturale apportare dosi equilibrate di concime idrosolubile specifico per piante orticole da diluire nell'acqua d'irrigazione e distribuire al terreno o al substrato secondo dosi e frequenze proporzionate alle esigenze della pianta. Nel dettaglio dopo il periodo di radicazione post-trapianto, durante il quale è importante un maggior apporto di Fosforo, continuare apportando un concime ad alto titolo in Azoto per permettere alla pianta di formare un'adeguata struttura; in seguito preferire un fertilizzante con maggior titolo di Potassio per favorire la fruttificazione. In riferimento alla melanzana è necessario aumentare la frequenza di concimazione durante la stagione estiva in quanto risulta essere il periodo più delicato in un'ottica di una adeguata produzione finale.

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Video

https://youtu.be/cgp7M8973io

Commestibilità e Tossicità

Pet friendly

Non somministrare frutti crudi. Consultarsi con il proprio veterinario prima di un eventuale utilizzo.

Edibilità per l'uomo

La parte edibile della pianta è il frutto detto bacca.

Tossicità per uomo

Evitare di ingerire i frutti non maturi e non cotti.

Consigli dell'esperto

Consiglio 1

Utilizzare sempre piantine giovani con massimo 4-5 foglie vere. Trapiantare su aiuola baulata e rialzata di almeno 15-20 cm. Al momento del trapianto le radici devono avere avvolto completamente il pane di terra ed apparire chiare, bianche e non necrotizzate. Durante il trapianto lasciare fuori dal suolo il pane di terra per almeno 3-5 mm. Qualora la pianta apparisse "stanca" e non rispondesse alle sollecitazioni con fertilizzante azotato si può optare per una potatura drastica. Operando in tale maniera in poche settimane la pianta si rinnoverà completamente ritornando a fiorire e produrre. L'operazione va accompagnata da una lauta concimazione azotata. Se si decide di utilizzare un impianto di irrigazione ad ala gocciolante o a manichetta forata è importante tenerlo distante dal colletto per almeno 10-15 cm.

Scheda curata da Giancarlo Babbo.