Ciliegio Comune Nostrano

Prunus avium

Ciliegio comune

Conosciuta anche come

Ciliegio selvatico, Wild cherry, Bird cherry

Ciliegio Comune Nostrano, foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Dicotiledoni

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Rosaceae

Ordine

Rosales

Genere

Prunus

Specie

avium

Informazioni principali

Descrizione

Albero poliennale deciduo di seconda grandezza, a rapido accrescimento, con habitus eretto e chioma espansa ben ramificata. Dall'elevata valenza ornamentale diviene punto focale sia in primavera, quando una moltitudine di candidi ed eleganti fiori bianchi o leggermenti rosati compaiono prima che emerga il fogliame, sia durante il periodo autunnale in un processo di foliage dove le foglie virano da un verde intenso a tonalità cromatiche con sfumature gialle o rosse. Dall'ottima versatilità, risulta adatto per spazi verdi urbani ed extraurbani, come alberature stradali e giardini privati.

Descrizione varietale

Albero di media taglia molto diffuso, sia in natura che nei parchi e giardini. Ramificazione fitta e abbondante, con prolungata fioritura bianca nel periodo primaverile. Portamento ordinato con chioma ovale espansa, foglie dal colore verde intenso che virano al giallo e rosso in autunno. Ottima adattabilità ai vari tipi di suoli e di ambienti di crescita, compreso il clima urbano. Richiede una esposizione soleggiata, ma tollera le zone parzialmente ombreggiate. Sviluppa una radice profonda nel suolo, con molte radici secondarie; predilige i suoli argillosi e sabbiosi, ma cresce bene in tutti i tipi di suolo. Albero di media altezza ( max. 18 mettri) ma multifunzionale, idoneo per aree a parco, viali urbani di piccole dimensioni, giardini, verde pensile. Possiede una buona resistenza alla siccità, nonché una adattabilità alle zone costiere di mare. Resistente ai patogeni e non necessita di tante potature, che devono essere orientate alla mantenimento della forma nel rispetto dell’architettura della chioma.

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

L'epiteto specifico, avium, significa avis ossia uccello in riferimento proprio ai volatili che risultano golosi dei frutti del ciliegio selvatico, svolgendo in tal modo un ruolo rilevante nella sua propagazione disperdendone i semi.

Il legno di cilegio è molto apprezzato dagli ebanisti poiché resistente ed utilizzato fin dall'antichità per la produzione di mobili pregiati, pavimenti e strumenti musicali.

Origine e Diffusione

Specie originaria di Europa centrale e nord-occidentale, Afghanistan ed Africa settentrionale, coltivata già nell'antica Grecia per i suoi frutti edibili.

Appartiene al genere botanico Prunus che accoglie anche albicocco, mandorla, pesco e susino nonché l'amareno e il ciliegio giapponese da fiore (P. serratula).

Dal ciliegio selvatico è stato selezionato il ciliegio dolce, coltivato per i suoi frutti o drupe ed oggi presente in un ampio assortimento di varietà.

Caratteristiche principali

Foglia

Le foglie presentano lamina ovale con bordo seghettato ed apice appuntito, contraddistinte inoltre dai piccioli rossi recanti ognuno due ghiandole rossicce.

Frutto/Prodotto

Il frutto è una bacca di forma globosa con consistenza media e buccia liscia. Presenta una colorazione unicolor e matura da inizio primavera a fine primavera. Al palato risulta amaro e dolce con un gusto delicato, mentre l'aroma è fruttato.

Periodo di fioritura

L'elegante e rigogliosa fioritura si protrae da inizio primavera a fine primavera per una durata compresa da 10 a 20 giorni mostrandoci fiori ermafroditi peduncolati con corolla a cinque petali di tonalità bianca o leggermente rosea reclinati verso il peduncolo. Il ciliegio selvatico è una specie autoincompatibile, di conseguenza per fruttificare necessita di polline proveniente da esemplari appartenenti alla stessa specie avium.

Colore della foglia

Tonalità tinta unita intenso che vira gradualmente al giallo oro o al rosso cupo durante il periodo autunnale conferendo ulteriore valenza ornamentale alla pianta.

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 6 a 20 m rappresentando un albero di seconda grandezza.

Durata di vita

Albero poliennale deciduo.

Utilizzo

Per le dimensioni raggiunte è un albero adatto per la coltivazione in pieno campo

Multifunzionale, risulta idoneo per conferire eleganza con la sua scenografica fioritura oltre che riparo dal sole estivo intenso grazie alla sua chioma ombreggiante in spazi urbani ed extraurbani quali viali, aree a parco, giardini privati e residenziali.

Fusto/stelo

Il fusto risulta legnoso con corteccia lucida grigio-rossastra negli esemplari giovani per poi divenire rosso-bruna scura con rughe a strisce orizzontali.

Crescita

Pianta dalla crescita medio-vigorosa ad accrescimento rapido.

Portamento

Albero con habitus eretto e chioma ovale espansa.

Ramificazione / Accestimento

La ramificazione risulta fitta ed abbondante.

Condizioni richieste

PH

Preferisce un pH del terreno compreso tra 6,0 e 7,0.

Preparazione terreno

Prima del trapianto di fine inverno scegliere il luogo più adatto, in relazione alle esigenze della pianta, e realizzare con una vanga la buca d'impianto di dimensione almeno maggiore di un terzo rispetto al volume delle radici o della zolla, rimuovendo eventuali infestanti e ciottoli ingombranti. Aggiungere sostanza organica ed apportare concime organico o chimico granulare per una concimazione di fondo utile ad assicurare le sostanze nutritive di cui necessita la pianta nelle prime fasi post-trapianto.

Esposizione

Specie eliofila, per una migliore crescita vegetativa ed un'abbondante fioritura esporre la pianta in ombra luminosa, pieno sole.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 0.0 e 30 °C. La temperatura biologica è compresa tra -10 e 35 °C. Si adatta bene ai climi caldi estivi.

Uso

Per l'eleganza e la sinuosità della sua architettura vegetale nonché l'effetto scenografico generato con la sua fioritura bianca primaverile, risulta adatto in fase progettuale ed esecutiva in differenti contesti di utilizzo del verde da esterno quali:

Ambito ornamentale esterno Landscape Design esterno Paesaggismo

Rusticità

Varietà dall'elevata rusticità, risulta resistente alle basse temperature invernali oltre che tollerare il caldo estivo. Presenta un'ottima adattabilità a differenti condizioni pedologiche e di ambienti di crescita.

Terreno

Il ciliegio comune si adatta a differenti tipologie di suolo, da argilloso a sabbioso, purché profondo, ben drenato e con un idoneo contenuto in sostanza organica.

Livello difficoltà

La coltivazione del ciliegio comune risulta facile con un livello di impegno gestionale richiesto basso.

Misure precauzionali

Di seguito alcuni accorgimenti ed aspetti colturali specifici per ottenere una migliore crescita vegetativa:
Evitare di irrigare troppo Predilige clima fresco Corrette potature

Tagli indiscriminati di fusto e rami mediante "capitozzatura", oltre a comportare un'alterazione dell'habitus naturale della pianta, inducono ad una minore resistenza verso agenti biotici ed abiotici nonché ad un più ampio pericolo di cedimento dell'intero esemplare.

Cure e Avversità

Piantagione

Per il trapianto adottare una densità media di 2000 piante/ha scegliendo esemplari sani, esenti da condizioni di stress abiotico e biotico. Individuare sempre a priori il luogo di impianto in relazione alle condizioni di crescita richieste dalla specie secondo il principio "La pianta giusta al posto giusto".

Potare con un taglio netto, usando lame pulite ed affilate, i filamenti lunghi e sottili delle radici più piccole, procedere posizionando la zolla nella buca d'impianto, precedentemente scavata e tenuta ben umida, conservandola ben compatta attorno alla radice e mantenendo il colletto della pianta fuori dalla superficie del terreno, inoltre bagnare subito dopo la messa a dimora senza causare ristagni idrici. Si consiglia di legare correttamente il fusto al tutore.

Per migliorare il controllo delle infestanti, trattenere l'umidità e regolare la temperatura del terreno è possibile distribuire sul suolo uno strato di pacciamatura in prossimità del tronco.

Potatura

Potare i rami per innalzamento della chioma ed eliminazione della dominanza apicale per accestimento.

Riproduzione

La moltiplicazione può avvenire mediante seme o talea apicale.

Irrigazione

Dopo il trapianto assistere la pianta per consentirle di sviluppare al meglio l'apparato radicale nel nuovo sito, mantenendo quest'ultimo ad un'umidità costante esente da ristagni idrici e colpi di secco. In seguito prevenire condizioni di saturazione idrica apportando quantità con frequenze e dosi commisurate anche all'andamento climatico durante le diverse stagioni. Si consiglia di adottare un'irrigazione mediante impianto ad ala gocciolante.

Fertilizzazione

Durante la preparazione del terreno al trapianto apportare concime organico o chimico a lenta cessione per una idonea concimazione di fondo finalizzata ad incrementare il contenuto di elementi minerali nel suolo. In seguito ad un corretto affrancamento nel nuovo sito d'impianto, durante il periodo primaverile-estivo distribuire al suolo un concime bilanciato a lenta cessione per piante ornamentali senza eccedere nelle dosi e nelle frequenze.

Commestibilità e Tossicità

Edibilità per l'uomo

I frutto (drupa) del ciliegio comune risulta edibile.

Tossicità per uomo

Tutte le parti del ciliegio selvatico, ad eccezione del frutto, risultano potenzialmente tossiche per l'uomo poiché contengono glicosidi cianogenetici.

Consigli dell'esperto

Consiglio

Albero che gradisce sempre una buona dotazione organica nel suolo, meglio se arricchita con letame naturale. Limitare le potature alla formazione regolare della chioma o finalizzata alla produzione frutticola.

Scheda curata da Angelo Vavassori.