Elicriso Italico (liquirizia)

Helichrysum italicum

Elicriso liquirizia

Conosciuta anche come

Elicriso d'Italia, Elicriso italico, Curry plant, Licorice plant, Perpetuini d'Italia

Elicriso Italico (liquirizia), foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Dicotiledoni

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Asteraceae o Compositae

Ordine

Asterales

Genere

Helicrisium

Specie

italicum

Informazioni principali

Descrizione

Erbacea perenne aromatica con portamento cespuglioso apprezzata in ambito culinario e fitoterapeutico nonché ornamentale per il suo fogliame argenteo, dall'aroma intenso ed il cui sapore rievoca quello della liquirizia o del curry, e per i suoi fiori che risultano, come delineato dallo stesso epiteto generico derivante dal greco 'helios' e 'chrysos', luminosi dai riflessi dorati e riuniti nelle caratteristiche infiorescenze a capolino.

Rustica, si adatta bene a climi con estati calde e siccitose tollerando anche cali termici rilevanti.

Dall'utilizzo versatile può essere coltivata in aiuola o pieno campo ma anche in vasi e vasche garantendole un'esposizione in pieno sole ed irrigazioni esenti da ristagni idrici.

Descrizione varietale

È una Pianta molto rustica che si presta ad essere coltivata anche in climi particolarmente ostili. Ottima resistenza sia al secco che ad abbassamenti drastici di temperatura. La fioritura, che avviene nel periodo estivo, risulta essere particolarmente vistosa grazie alla presenza delle numerose infiorescenze composte da fiori gialli. Grazie anche a questo aspetto la pianta è molto utilizzata anche per un uso strettamente ornamentale. Le destinazioni d'uso sono molteplici e attualmente la pianta è molto apprezzata per la buona quantità di oli essenziali prodotti.

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

Le foglie o i rametti fioriti essiccati dell'elicriso trovano impiego in cucina per aromatizzare pietanze a base di carne o pesce nonché minestre e risotti conferendo un accento sensoriale che ricorda quello del curry.

L’utilizzo della pianta in ambito fitoterapeutico risale già all'epoca greco-romana, in particolare l'olio essenziale ottenuto dalle sommità fiorite possiede proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e cicatrizzanti oltre ad essere consigliato come espettorante delle vie respiratorie ed usato in cosmesi per creme e profumi.

Origine e Diffusione

Specie originaria dell'Europa meridionale e dell'Africa nordoccidentale; in Italia la forma selvatica può crescere spontanea in habitat caldi al Sud e nelle isole lungo pendii rocciosi assolati ed aree costiere.

Caratteristiche principali

Foglia

Le foglie tomentose presentano lamina filiforme, lineare.

Frutto/Prodotto

La Foglia non contiene semi e presenta un peso di G con una consistenza tenera. Risulta poco profumata, mentre il sapore è aromatico e dolciastro con un aroma intenso e un gusto delicato. La colorazione si manifesta in modo omogeneo. Il periodo di maturazione va dalla Primavera all'Estate. La buccia non è edibile. Varietà caratterizzata da buone caratteristiche organolettiche.

Periodo di fioritura

La rigogliosa fioritura si protrae da inizio estate a metà estate per una durata compresa da 25 a 30 giorni creando dense e fitte macchie dorate dalla rilevante valenza ornamentale.

Infiorescenza

Infiorescenza capolino tipica delle specie appartenenti alla famiglia botanica delle Composite.

Colore della foglia

Tonalità unicolor.

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 0.2 a 0.5 m, perfetta in ambito ornamentale come pianta da primo livello in composizione con altre specie.

Durata di vita

Pianta a ciclo perenne.

Utilizzo

Dall'utilizzo versatile, viene coltivata come pianta da aiuole, da vasi, grandi vasi, pieno campo, vasche da esterno

Fusto/stelo

Il fusto risulta legnoso, la varietà non presenta spine.

Fiore

Si dispone in infiorescenze a capolino di media dimensione. Fiorisce da inizio estate a metà estate, con un periodo di fioritura compreso tra 25 e 30 giorni. È attrattivo per api.

Crescita

La varietà presenta crescita determinata giungendo ad una specifica altezza.

Portamento

Il portamento è tipicamente cespuglioso con fittezza di fogliame.

Ramificazione / Accestimento

La ramificazione è nel complesso media.

Condizioni richieste

PH

Per l'elicriso il pH ideale del terreno risulta compreso tra 6,5 e 7,5 ossia variabile da leggermente acido a neutro.

Preparazione terreno

Per il trapianto primaverile si consiglia di eseguire una leggera vangatura profonda 20/30 cm eliminando eventuali malerbe, residui di colture precedenti e pietre ingombranti, interrare poi concime organico o chimico a lenta cessione e lavorare ulteriormente le zolle sminuzzandole mediante l'ausilio di una zappa, infine livellare la superficie con cura; per migliorare il drenaggio dell'acqua in eccesso, prevenendo ristagni idrici, eseguire a priori una lieve baulatura del terreno realizzando così un'aiuola rialzata dove verranno trapiantate le piantine secondo un idoneo sesto d'impianto.

Durante il ciclo colturale continuare a rimuovere le infestanti in prossimità della pianta per evitare che ostacolino l'accrescimento dello stesso elicriso.

Esposizione

Preferire esposizioni in pieno sole, al riparo dal vento.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 18 e 27 °C, si adatta bene ai climi caldi estivi e presenta ottima resistenza alla siccità come a rilevanti cali di temperatura rimanendo vitale fino a - 15°C.

Uso

Apprezzata e coltivata a tutti i livelli di esperienza per un vasto campo di impiegi tra cui:

Agroalimentare Ambito officinale / fitoterapeutico Ambito ornamentale Aromatiche

Rusticità

Varietà dalla media rusticità, si adatta bene in climi caldi e siccitosi purché coltivata in terreni esenti da ristagni idrici.

Terreno

Il terreno ideale per un'idonea crescita vegetativa della pianta di elicriso è di medio-impasto o sabbioso, ben drenante e privo di ristagni idrici; per l'utilizzo in vasi o vasche si consiglia l'uso di un terriccio per orticole a base di torba bionda e bruna.

Livello difficoltà

Pianta con ridotte esigenze colturali, discretamente facile da coltivare e con un livello di impegno gestionale richiesto basso.

Misure precauzionali

Per un'ottima crescita vegetativa con elevata densità di fogliame indichiamo alcuni utili accorgimenti colturali:

Concimazione equilibrata Evitare di irrigare troppo Mantenere il substrato asciutto con basse temperature

Cure e Avversità

Piantagione

Per il trapianto in aiuola o in pieno campo, al fine di garantire un corretto spazio volto a permettere un'adeguata crescita, si consiglia una densità d'impianto di 6 piante al metro quadrato; assicurarsi di estrarre ogni singolo esemplare dal relativo contenitore senza danneggiare le radici, trapiantandolo con apice vegetativo al di fuori della superificie del terreno ed evitando di affondare completamente la zolletta.

Potatura

Durante il periodo primaverile-estivo eseguire la raccolta mediante un taglio netto con lame pulite ed affilate all'altezza desiderata.

Riproduzione

La moltiplicazione può avvenire mediante divisione del cespo, da talea o per semina in pieno campo o in contenitore.

Rinvaso

A fine primavera eseguire il rinvaso se la pianta presenta una crescita stentata con scarso sviluppo radicale assicurandosi di utilizzare un contenitore dalle dimensioni maggiori ed un idoneo substrato di coltivazione.

Irrigazione

Le esigenze idriche della pianta sono basse, tuttavia è importante garantire un apporto idrico periodico soprattutto nel periodo primaverile-estivo. Utilizzare acqua piovana, in alternativa di canale o acquedotto con pH ottimale alcalino, intervenendo manualmente o mediante impianto irriguo ad ala gocciolante o per subirrigazione.

Irrigare subito dopo il trapianto ed assistere la pianta che, nel nuovo sito, può essere maggiormente esposta a stress idrici, evitando che la zolla si secchi ma al contempo non eccedere nelle quantità apportate impedendo in tal modo asfissia e marciume radicale; successivamente far asciugare leggermente il terreno tra un'irrigazione e la successiva mantenendolo poco umido; si consiglia di non bagnare la parte aerea della pianta durante il pomeriggio/sera e di irrigare in seguito alla raccolta del fogliame.

Per l'eventuale semina inumidire il seme per consentirne la germinazione, inoltre dopo averlo interrato completamente e coperto con uno strato di substrato e materiale inerte mantenere bagnato il terreno fino all'emersione del germoglio.

Fertilizzazione

Eseguire una concimazione di fondo con concime organo-minerale durante la preparazione del terreno pre-trapianto.

Successivamente si consiglia un fertilizzante idrosolubile da diluire e distribuire secondo idonei dosaggi e frequenze nell'acqua d'irrigazione in funzione della richiesta della pianta e della disponibilità degli elementi nel suolo nelle differenti fasi del ciclo produttivo aumentando la frequenza di distribuzione nel periodo di massima crescita della pianta.

Per un livello produttivo continuativo nel tempo sarà necessario un costante apporto di concime di mantenimento sempre mediante fertirrigazione.

Commestibilità e Tossicità

Pet friendly

Tossicità da ingestione per animali domestici non nota, evitare la somministrazione.

Edibilità per l'uomo

Le foglie, assunte in quantità idonee, risultano edibili.

Tossicità per uomo

Le foglie non causano tossicità da ingestione se assunte in quantità non eccessive; considerare il caso specifico.

L'olio essenziale può risultare tossico ed irritante per la cute in dosi elevate, considerare il caso specifico.

Consigli dell'esperto

Consiglio

Per avere una ottima produzione di olio essenziale sarà importante raccogliere tutta la parte aerea mediante sfalcio in epoca di piena fioritura; oppure raccogliere solo i fiori per avere un prodotto finale di più alto valore.

Scheda curata da Giancarlo Babbo.