Salice di Babilonia

Salix babylonica

Salice piangente

Conosciuta anche come

Salice piangente di Babilonia

Salice di Babilonia, foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Dicotiledoni

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Salicaceae o Salicacee

Ordine

Malpighiales

Genere

Salix

Specie

babylonica

Informazioni principali

Descrizione

Albero deciduo di seconda grandezza, dal caratteristico portamento ricadente che conferisce eleganza e leggerezza a spazi esterni come giardini, parchi e margini di corsi d'acqua dove assume il ruolo di punto focale dall'elevata valenza paesaggistica. Di facile coltivazione, resiste al freddo invernale richiedendo terreni freschi e corrette potature dei rami.

Descrizione varietale

Albero di taglia media, dai rami tortuosi ed irregolari penduli a cascata, che formano una chioma ampia a campana, caratteristica della specie. Aspetto elegante e dalle foglie dal colore verde chiaro, fino ad essere giallo in autunno. Fioritura modesta. Ottima adattabilità ai vari tipi di suoli e di ambienti di crescita, compreso quello urbano. Richiede una esposizione soleggiata e tollera le zone parzialmente ombreggiate. Sviluppa una radice superficiale, con molte radici secondarie; predilige i suoli argillosi e sabbiosi, con buona umidità, ma cresce bene in tutti i tipi di suolo non eccessivamente secchi e compatti. Albero tipicamente ornamentale, idoneo per aree a parco, giardini, filari di corsi d’acqua. Resistente ai patogeni e necessita di potature di contenimento, che devono rispettare la forma caratteristica della chioma.

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

Il nome comune, Salice piangente, si riferisce al caratteristico habitus assunto dai rami sottili penduli che tendono a proiettarsi verso il suolo come una cascata.

Origine e Diffusione

Specie nativa dell'areale a clima temperato esteso dalla Cina settentrionale ed orientale alla Corea; a partire dal '700 venne diffuso in tutta Europa come pianta ornamentale.

Caratteristiche principali

Foglia

Le foglie presentano lamina allungata e lanceolata con margine finemente seghettato.

Periodo di fioritura

Fiorisce precocemente da inizio primavera a fine primavera per una durata compresa da 10 a 20 giorni mostrando fiori riuniti in infiorescenze dette amenti; il salice piangente è specie dioica ossia gli amenti femminili e maschili sono presenti su esemplari distinti.

Colore della foglia

Tonalità tigrata che vira al giallo dorato in autunno.

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 5 a 20 m in relazione alle condizioni colturali. Il salice piangente viene in genere definito come albero di seconda grandezza.

Durata di vita

Pianta poliennale a foglia caduca.

Utilizzo

Per le dimensioni raggiunte ed il portamento sviluppato risulta indicato come albero d'utilizzo in grandi vasi, pieno campo

Fusto/stelo

Il fusto è legnoso dalla corteccia con rughe a strisce longitudinali.

Crescita

Varietà dalla crescita medio-vigorosa.

Portamento

L'habitus sviluppato risulta ricadente con chioma ampia e pendula.

Ramificazione / Accestimento

La ramificazione sviluppata risulta abbondante con lunghi rami secondari penduli e sottili.

Condizioni richieste

pH

Il pH ideale del terreno per il salice risulta compreso tra 6,0 e 7,0.

Preparazione terreno

Prima del trapianto di fine autunno scegliere il luogo più adatto, in relazione alle esigenze della pianta, e realizzare con una vanga la buca d'impianto di dimensione maggiore di almeno un terzo rispetto al volume delle radici o della zolla. Si consiglia di rimuovere infestanti e ciottoli ingombranti, inoltre interrare sostanza organica.

Esposizione

Per una corretta crescita, in fase di trapianto scegliere esposizioni in pieno sole garantendo un idoneo apporto idrico durante le estati più calde ed afose.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 0.0 e 30 °C.

Uso

Per l'eleganza unica conferita dal suo portamento risulta apprezzato in:

Ambito ornamentale esterno Landscape Design esterno Paesaggismo

Rusticità

Varietà dall'elevata rusticità, resiste bene ai climi freddi invernali.

Terreno

Il salice piangente si adatta a differenti condizioni pedologiche, tuttavia il terreno ideale per un corretto sviluppo radicale e vegetativo risulta di medio impasto, fresco, profondo e dotato di sostanza organica.

Livello difficoltà

La coltivazione del salice è facile con un livello di impegno gestionale nel complesso medio una volta che la pianta risulta ben assestata nel nuovo sito d'impianto.

Misure precauzionali

Alcuni specifici suggerimenti colturali per ottenere le migliori performance di crescita e sviluppo:

Concimazione equilibrata Pianta che si adatta molto bene ai climi freddi invernali, e vive anche in condizioni di terreno ghiacciato. Corrette potature

Tagli indiscriminati di fusto e rami mediante "capitozzatura", oltre a comportare un'alterazione dell'habitus naturale della pianta, inducono ad una minore resistenza verso agenti biotici ed abiotici nonché ad un più ampio pericolo di cedimento dell'intero esemplare.

Cure e Avversità

Piantagione

Per il trapianto adottare una densità media di 2000 piante/ha scegliendo esemplari sani, esenti da condizioni di stress abiotico e biotico. Individuare sempre a priori il luogo di impianto in relazione alle condizioni di crescita richieste dalla specie secondo il principio "La pianta giusta al posto giusto".

Si consiglia di potare le radici troppo lunghe al trapianto e ridurre le ramificazioni se molto fitte, procedere posizionando la zolla nella buca d'impianto precedentemente scavata, mantenendo il colletto della pianta fuori dalla superficie del terreno, inoltre bagnare le radici con acqua e mix di funghi simbionti o micorrize.

Potatura

Mantenere una corretta potatura dei rami e delle fronde, che crescono vigorose; le potature di contenimento devono rispettare la forma caratteristica della chioma. Inoltre realizzare piccoli interventi di potatura per eliminare le parti disseccate o danneggiate.

Riproduzione

La propagazione del salice può avvenire da seme, talea ed innesto.

Irrigazione

Dopo la messa a dimora bagnare bene il terreno ed assistere la pianta per consentirle di sviluppare al meglio l'apparato radicale nel nuovo sito, mantenendo quest'ultimo ad un'umidità costante esente da ristagni idrici e colpi di secco. In seguito prevenire disseccamenti e condizioni di saturazione idrica apportando quantità con frequenze e dosi commisurate anche all'andamento climatico durante le diverse stagioni.

Fertilizzazione

Durante la preparazione del terreno al trapianto eseguire una concimazione di fondo mediante concime organico o chimico a lenta cessione specifico per piante ornamentali; in seguito apportare al suolo, in media una volta al mese durante il periodo primaverile-estivo, un concime bilanciato per specie ornamentali per favorire un corretto sviluppo vegetativo.

Commestibilità e Tossicità

Edibilità per l'uomo

Specie ornamentale non edibile.

Consigli dell'esperto

Consiglio 1

La riuscita dell'attecchimento delle piante dipende molto dalla similitudine dalle caratteristiche agronomiche del vivaio di coltivazione con quelle del vivaio di stoccaggio delle piante acquistate dal giardiniere (che non intende utilizzare immediatamente dopo l’acquisto) e dal giardino del cliente per la messa a dimora finale. La permanenza prolungata delle piante arboree ed arbustive in contenitore o in azienda del giardiniere necessita di cure di coltivazione di formazione ed eventuali trapianti o rinvasi per mantenere il normale accrescimento. A fine coltivazione prima del momento dell'espianto e messa dimora il suolo della zolla radicale deve essere in tempera e mai troppo umido per conservare una zolla con radici compatte; legare bene i rami per evitare rotture e ridurre il volume di occupazione in fase di trasporto ed impianto. Bagnare bene subito dopo la messa dimora finale.

Scheda curata da Angelo Vavassori.