Ippocastano Fiore Bianco

Aesculus hippocastanum

Ippocastano comune

Conosciuta anche come

Castagna amara, Castagna indiana, Castagna equina, Hippocastanum aesculus, Hippocastanum vulgare, Horse chestnut

Ippocastano Fiore Bianco, foto 1

Classificazione Scientifica

Classe

Dicotiledoni

Divisione

Angiospermae

Famiglia

Sapindaceae

Ordine

Sapindales

Genere

Aesculus

Specie

hippocastanum

Informazioni principali

Descrizione

Albero poliennale deciduo di prima grandezza con ampia chioma densa tondeggiante. Per la maestosità e l'eleganza della sua architettura vegetale risulta adatto per ampi spazi verdi, sia privati che pubblici, dove rappresenterà un punto focale paesaggistico, la cui elevata valenza estetica verrà rafforzata anche dalle sue ampie infiorescenze a pannocchia recanti fiori color crema durante la primavera. Dalla rusticità mediamente alta preferisce posizioni soleggiate in terreni esenti da ristagni idrici, tollerando anche il freddo invernale.

Descrizione varietale

Albero importante sia per l’ampio utilizzo in tutti i paesi europei che per la qualità botanica. Pianta di grande dimensione, supera i 30 metri di altezza e longeva se mantenuta con cura e correttezza. Possiede una ampia chioma regolare tonda ovale. Con ramificazioni robuste e ravvicinate, ma sempre più distanti con l’età. Denso il fogliame, ma lascia penetrare una buona luminosità. Foglie di colore verde scuro che in autunno virano in color giallo intenso. Ottima fioritura in primavera, molto scenografica, di colore bianco crema che dura circa 3 – 4 settimane. Il sistema radicale è forte e ben distribuito, composto da una radice primaria che si approfondisce in profondità nel suolo con buona ramificazione secondaria. Mantenere una sufficiente superficie di suolo libero alla base ed una distanza di qualche metro con le pavimentazioni ed asfaltature superficiali. Albero di grande durata, richiede una esposizione soleggiata ed aperta. Albero multifunzionale, per aree verdi urbane, per zone industriali, per uso paesaggistico e rinaturalizzazione di aree di pianura, collina e bassa montagna. Non adatto per aree verdi pensili. Pianta longeva che sopporta le potature ed è resistente alle patologie delle alberature urbane della chioma e delle radici. Idoneo per tutti i tipi di suolo.

Origine e Storia

Curiosità e Particolarità

L'epiteto specifico deriva dal greco híppos, ossia cavallo, e da cástanon cioè castagno in riferimento ai frutti contenenti grossi semi simili a castagne. Tali semi risultano velenosi se ingeriti a causa del loro contenuto in saponosidi, da quest'ultimi si otteneva il sapone in periodi di crisi, in particolare durante la Seconda guerra mondiale.

Origine e Diffusione

Specie nativa dell'areale geografico comprendente Penisola Balcanica Centrale e Turchia; venne introdotta in Italia da Pietro Andrea Mattioli, medico e botanico umanista del '500. Oggi risulta diffusa nei biomi temperati di America, Europa e Russia.

Caratteristiche principali

Foglia

La foglia assume valenza ornamentale mostrando la particolare lamina palmato lobata.

Periodo di fioritura

La fioritura si protrae da fine inverno a metà primavera per una durata compresa da 20 a 30 giorni, durante la quale è possibile ammirare i fiori profumati color bianco crema riuniti in eleganti infiorescenze terminali a pannocchia, coniche ed erette.

Colore della foglia

Tonalità omogenea che vira al giallo acceso in autunno.

Altezza della pianta

L'altezza della pianta varia da 4 a 30 m, rappresentando un albero di prima grandezza.

Durata di vita

Albero poliennale deciduo.

Utilizzo

Per le dimensioni raggiunte a maturità, risulta adatto per l'utilizzo in pieno campo

Fusto/stelo

Il fusto si presenta legnoso, molto ramificato e con corteccia a macchie, di tonalità bruna nella fase giovanile e grigio nerastra nella fase adulta; la varietà non presenta spine.

Crescita

Albero di grandi dimensioni a crescita medio-vigorosa.

Portamento

L'habitus eretto si lega armoniosamente con la densa chioma tondeggiante ed ovale.

Ramificazione / Accestimento

Ramificazione abbondante con rami robusti e rametti giovani coperti da lenticelle.

Condizioni richieste

PH

L'ippocastano preferisce terreni con pH variabile da leggermente acido a neutro, compreso nell'intervallo ottimale tra 6,0 e 7,0.

Preparazione terreno

Prima del trapianto di fine autunno scegliere il luogo più adatto, in relazione alle esigenze della pianta, e realizzare con una vanga la buca d'impianto di dimensione almeno maggiore di un terzo rispetto al volume delle radici o della zolla, rimuovendo eventuali infestanti e ciottoli ingombranti. Aggiungere sostanza organica ed apportare concime organico o chimico granulare per una concimazione di fondo utile ad assicurare le sostanze nutritive di cui necessita la pianta nelle prime fasi post-trapianto.

Esposizione

Per un'idonea crescita vegetativa trapiantare l'ippocastano in una posizione esposta in pieno sole.

Clima e temperatura ideale

La temperatura ideale è compresa tra 10 e 30 °C. La temperatura biologica è compresa tra 0.0 e 40 °C. Si adatta bene ai climi freddi invernali resistendo anche in terreni ghiacciati.

Uso

Per la sua longevità e la maestosità conferita dalla sua architettura vegetale, risulta un albero multifunzionale adatto per differenti ambiti d'impiego quali:

Landscape Design esterno Paesaggismo Piante per produzione legname

Rusticità

Pianta dalla rusticità medio alta, tollera differenti condizioni pedologiche e si adatta al clima invernale.

Terreno

L'ippocastano si adatta a differenti condizioni di suolo, tuttavia il terreno ideale per favorire un miglior radicamento risulta di medio-impasto ossia con una tessitura equilibrata, nonché ben drenante ed ammendato.

Livello difficoltà

La coltivazione risulta facile con un livello d'impegno gestionale richiesto medio.

Misure precauzionali

Per favorire un corretto sviluppo di radici e chioma ottenendo in tal modo una pianta sana e ben proporzionata si consiglia di eseguire

Corrette potature

Tagli indiscriminati di fusto e rami mediante "capitozzatura", oltre a comportare un'alterazione dell'habitus naturale della pianta, inducono ad una minore resistenza verso agenti biotici ed abiotici nonché ad un più ampio pericolo di decadimento dell'intero esemplare.

Cure e Avversità

Piantagione

Per il trapianto adottare una densità media di 2000 piante/ha scegliendo esemplari sani, esenti da condizioni di stress abiotico e biotico. Individuare sempre a priori il luogo di impianto in relazione alle condizioni di crescita richieste dalla specie secondo il principio "La pianta giusta al posto giusto".

Si consiglia di posizionare la zolla nella buca d'impianto precedentemente scavata conservandola ben compatta attorno alla radice e mantenendo il colletto della pianta fuori dalla superficie del terreno, inoltre bagnare subito dopo la messa a dimora senza causare ristagni idrici.

Potatura

In inverno si consiglia di eseguire una potatura delle ramificazioni basse per agevolare la formazione del fusto nonché una potatura dell'apice per favorire la formazione dei rami numerosi della chioma. Intervenire sempre con tagli netti usando lame pulite ed affilate.

Riproduzione

La moltiplicazione può avvenire mediante talea o innesto.

Irrigazione

Al trapianto assistere la pianta per consentirle di sviluppare al meglio l'apparato radicale nel nuovo sito mantenendo quest'ultimo ad un'umidità costante esente da ristagni idrici e colpi di secco. In seguito prevenire condizioni di saturazione idrica apportando quantità con frequenze e dosi commisurate anche all'andamento climatico durante le diverse stagioni. Si consiglia di adottare un'irrigazione mediante impianto ad ala gocciolante.

Fertilizzazione

Utilizzare concime ternario completo di Azoto, Fosforo e Potassio (NPK) in fase di impianto arboreo o in copertura sopra la zona radicale (50 gr./m2).

Commestibilità e Tossicità

Edibilità per l'uomo

Specie non edibile.

Tossicità per uomo

Foglie, fiori e frutti risultano tossici se ingeriti.

Scheda curata da Angelo Vavassori.