Emerald F1
Carciofo
Articiocco, Artichoke, Carciofena, Carciofo
Classificazione Scientifica
Classe
Dicotiledoni
Divisione
Angiosperme
Famiglia
Asteraceae o Compositae
Ordine
Asterales
Genere
Cynara
Specie
scolymus
Informazioni principali
Descrizione
Erbacea poliennale utilizzata sia in ambito agroalimentare, per il ricettacolo del fiore e le brattee, che in fitoterapia nonché, per alcune varietà, a scopo ornamentale. Dal portamento eretto, i suoi fusti semi legnosi giungono fino ad 1 metro di altezza sormontati dalla tipica infiorescenza a capolino ben gradita ad insetti utili quali api, bombi e farfalle. Mediamente rustica, predilige esposizione in pieno sole al riparo dal vento, e terreni di medio-impasto ben drenanti.
Descrizione varietale
Emerald è un ibrido f1 a ciclo di produzione precoce destinato sia al consumo fresco che alla trasformazione industriale (per assenza di antociani). E' una varietà priva di spine e con un fiore di forma tondo-globosa con brattee di colore verde e con sapore accattivante. Pianta molto rustica che si adatta a diversi ambienti climatici. La coltura può essere annuale o anche poliennale. Eccellente produttività sia dei capolini principali che di quelli secondari.
Origine e Storia
Curiosità e Particolarità
Il fiore del carciofo risulta ampiamente apprezzato nella cucina italiana, trovando un ruolo primario nella preparazione di numerose pietanze come i famosi carciofi alla romana ma anche in frittate, vellutate oppure consumati tal quali cotti o, per alcune varietà, crudi in insalate miste.
Le foglie della pianta vengono spesso utilizzate in ambito erboristico per la preparazione di tinture madri e decotti dall'azione depurativa.
Origine e Diffusione
La specie selvatica progenitrice delle varietà attualmente coltivate è il cardo selvatico, originario del bacino del Mediterraneo, già utilizzato dagli Etruschi, ai quali viene attribuito il suo l’addomesticamento, e nell'antica Grecia a scopi alimentari e terapeutici.
Caratteristiche principali
Grandezza del fiore
Il singolo fiore risulta medio nelle dimensioni se confrontato con quello di altre varietà della medesima specie botanica di appartenenza.
Foglia
Le foglie presentano lamina bipennata.
Frutto/Prodotto
Il fiore presenta una forma tonda e non contiene semi, con una consistenza solida e un peso compreso tra 120 e 300 g. La colorazione risulta bicolore, mentre la buccia non è edibile. Dal punto di vista sensoriale, il sapore combina note amarognole, erbacee e dolci, con un aroma forte e un profumo marcato che conferisce al prodotto un gusto altrettanto forte. La varietà si caratterizza per buone caratteristiche organolettiche e un aspetto qualitativo complessivamente di buona qualità.
Periodo di fioritura
La fioritura si protrae da fine primavera a metà estate per una durata compresa da 40 a 60 giorni da fine inverno a inizio estate per una durata compresa da 30 a 40 giorni.
Infiorescenza
Infiorescenza capolino, tipica di molte specie appartenenti alla famiglia botanica delle Composite.
Colore della foglia
Tonalità unicolor.
Altezza della pianta
L'altezza della pianta varia da 0.7 a 1 m; per le dimensioni raggiunte necessita di spazio per potersi sviluppare correttamente.
Durata di vita
Pianta poliennale che, con le corrette pratiche colturali, garantisce una buona continuità produttiva nel tempo.
Utilizzo
In considerazione della dimensione raggiunta risulta coltivabile in pieno campo, aiuole.
Fusto/stelo
Il fusto è erbaceo, semi-legnoso, la varietà non presenta spine.
Fiore
Il fiore ha forma a margherita, di media dimensione, con corolla tubulosa e petali monocolore. Si dispone in infiorescenze a capolino di media dimensione. Fiorisce da fine primavera a metà estate e da fine inverno a inizio estate, con un periodo di fioritura compreso tra 40 e 60 giorni e tra 30 e 40 giorni. È attrattivo per api, farfalle e bombi.
Crescita
La varietà presenta crescita determinata giungendo ad una specifica dimensione finale.
Portamento
Il portamento è tipicamente eretto.
Ramificazione / Accestimento
La ramificazione risulta abbondante con un buon livello produttivo finale.
Condizioni richieste
PH
Il terreno ideale di coltivazione per la pianta di carciofo possiede un pH compreso in un ampio intervallo, tra 6,4 e 8,0.
Preparazione terreno
Prima del trapianto effettuare una vangatura profonda circa 20/30 cm eliminando eventuali erbe infestanti e residui di colture precedenti quindi eseguire una concimazione di fondo e, con l'ausilio di una zappa, provvedere allo sminuzzamento delle zolle più compatte garantendo un interramento omogeneo del concime. Per ottenere un corretto drenaggio dell'acqua in eccesso, evitando in tal modo nocivi ristagni idrici, procedere realizzando un'aiuola rialzata di 15/20 cm mediante lieve baulatura del terreno, infine livellare accuratamente la superficie mediante l'utilizzo di un rastrello preparando le postarelle per l'impianto.
Durante il ciclo colturale muovere i primi 2/3 cm di terreno eliminando con una zappa le malerbe adiacenti la coltura.
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Al fine di ottenere un adeguato sviluppo vegetativo seguito da un idoneo livello produttivo, coltivare la pianta in zone riparate dal vento con esposizione a est/sud est, pieno sole.
Clima e temperatura ideale
La temperatura ideale è compresa tra 15 e 25 °C; cresce meglio nei climi temperati con estati fresche ed inverni miti.
Uso
La varietà trova molteplici opzioni d'impiego in differenti contesti quali:
Agroalimentare Ambito composizioni floreali: fiori secchi e fiori freschi Ambito officinale / fitoterapeutico
Rusticità
La varietà presenta una rusticità medio alta, eseguendo le corrette cure colturali e garantendo alla pianta un'idonea esposizione alla luce solare si otterranno buoni risultati produttivi in termini qualitativi e quantitativi.
Terreno
Preferisce terreni di medio-impasto, freschi, profondi e ben drenanti nonché ricchi di sostanza organica. E' molto importante che non vi siano eccessi di salinità nel terreno per non compromettere la crescita della piantina negli istanti successivi al trapianto.
Livello difficoltà
La coltivazione del carciofo risulta discretamente facile richiedendo un livello d'impegno gestionale basso.
Misure precauzionali
Di seguito alcuni accorgimenti specifici per la varietà, utili ad ottenere le migliori performance produttive:
Concimazione equilibrata Evitare di irrigare troppo Esposizione alla luce diretta Mantenere il substrato asciutto con basse temperature
Consociazione
In relazione alla varietà coltivata, si consiglia la consociazione con basilico, bieta, crescione, cipolla, lattuga e ravanello.
Cure e Avversità
Piantagione
La varietà, caratterizzandosi per le dimensioni notevoli, necessita di molto spazio per potersi sviluppare, in fase di trapianto si consiglia quindi una densità media di 1 pianta al metro quadrato; all'impianto suggeriamo inoltre di posizionare la pianta su aiuola rialzata con il colletto fuori dalla superficie del terreno ponendo cura a non danneggiare le radici ed irrigando subito dopo evitando però ristagni ed asfissia radicale. In base all'epoca di trapianto si potrà avere una maggiore o minore produzione nell'annata successiva, nello specifico se il trapianto si effettua a settembre la produzione finale sarà di ottima qualità e quantità mentre se il trapianto viene posticipato a fine ottobre vi sarà una minor quantità di prodotto finale.
Approfondisci sul blog di JoyfloPotatura
Da metà autunno a fine inverno togliere i germogli alla base del fusto, nel dettaglio si individua e si mantiene il carduccio meglio sviluppato mentre tutti gli altri vengono rimossi utilizzando un coltello affilato che scorre lungo il fusto senza compromettere il carduccio prescelto che darà origine alla pianta produttiva.
Riproduzione
La riproduzione avviene da seme, rizomi o da ovuli (gemme); di notevole interesse la moltiplicazione da micropropagazione.
Rinvaso
Non necessita di rinvaso.
Irrigazione
Utilizzare acqua piovana, in alternativa di canale o acquedotto con pH ottimale sub-alcalino, intervenendo manualmente o mediante impianto irriguo ad ala gocciolante, a pioggia, per subirrigazione o a solchi ossia distribuendo l'acqua in canali realizzati tra le file. In fase di trapianto assistere la pianta che, nel nuovo sito, può essere maggiormente esposta a stress idrici, mantenendo un'umidità del terreno costante senza eccedere nelle quantità apportate ed evitando sia ristagni idrici sia colpi di secco. Successivamente fare asciugare leggermente il terreno tra un'irrigazione e la successiva ma evitando disseccamenti, inoltre non bagnare la parte aerea della pianta durante il tardo pomeriggio/sera per prevenire il diffondersi di fitopatologie; irrigare in seguito alla raccolta. In riferimento al carciofo, date anche le dimensioni importanti della pianta, è importante effettuare l'irrigazione con una certa regolarità in particolare nei periodi più caldi prevenendo possibili ristagni. Qualora si installi l'ala gocciolante, questa deve essere disposta almeno a 10/15 cm dal fusto principale per evitare lo sviluppo di malattie del colletto e dell'apparato radicale.
Per l'eventuale semina inumidire il seme per consentirne la germinazione inoltre, dopo averlo interrato completamente e coperto con uno strato di substrato e materiale inerte, mantenere bagnato il terreno fino all'emersione del germoglio.
Approfondisci sul blog di JoyfloFertilizzazione
In fase di preparazione del terreno pre-trapianto si consiglia una concimazione di fondo con concime organo-minerale. Durante la fase vegetativa apportare al terreno, con una certa costanza in modo che la pianta non vada incontro a possibili carenze, concime idrosolubile specifico per orto, da diluire nell'acqua d'irrigazione secondo frequenze e dosaggi idonei.
Approfondisci sul blog di JoyfloCommestibilità e Tossicità
Pet friendly
Tossicità da ingestione per animali domestici non nota; considerare il caso specifico.
Edibilità per l'uomo
Fiore edibile.
Tossicità per uomo
Il fiore del carciofo non risulta tossico se ben conservato e preparato nonché se ingerito in quantità idonee; tuttavia considerare il caso specifico.
Consigli dell'esperto
Consiglio
Trapiantare la piantina, il carduccio oppure l'ovulo, su aiuola baulata e rialzata. Al momento del trapianto le radici devono avere avvolto il pane di terra, apparire chiare, bianche e non necrotizzate. Il carduccio deve avere almeno una radichetta vitale. Lo stato di salute della pianta deve essere monitorato costantemente in maniera da poter intervenire nel momento opportuno con la tecnica ed i prodotti più opportuni. In particolare la pianta è suscettibile a frequenti attacchi da parte dell'arvicola del Savi (Microtus savi). In quest'ultimo caso si deve intervenire con estrema tempestività con esche in grani avvelenate. Queste vanno inserite nei fori del suolo praticati dalle arvicole e poi il foro va chiuso con terra. In ogni caso non si devono trascurare attacchi di Afidi, di Oidio e di Peronospora
Scheda curata da Giancarlo Babbo.




